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GEAPRESS – Operazione antibracconaggio condotta dal Corpo Forestale dello Stato di Oppido Mamertina alle dipendenze del Coordinamento Territoriale dell’Ambiente di Reggio Calabria.

Ad essere fermato è un presunto bracconiere di Ghiri (Glis glis). Il luogo dell’intervento è un bosco costituito da piante di alto fusto di faggio e leccio in  località “Pantanelle” nel Comune di Varapodio (RC). Si tratta di un’area ricadente nel Parco dell’Aspromonte.

I forestali in servizio antibracconaggio, sono intervenuti dopo aver notato un’autovettura sistemata in maniera accorta lungo una pista in terra battuta.  La pattuglia decideva di continuare la perlustrazione a piedi fino ad individuare al termine del sentiero, un uomo che alla vista dei militari avrebbe assunto un atteggiamento irascibile. Sottoposto a perquisizione personale, successivamente estesa all’autovettura, è emersa la presenza di quattro ghiri. I corpi dei piccoli animali erano sistemati all’interno di una delle tasche del giubbotto indossato dall’uomo.

Dall’esame dei corpi dei Ghiri   non sono emerse tracce di colpi di arma da fuoco. Erano invece ben visibili segni di schiacciamento sulle vertebre; segno evidente che la cattura era avvenuta con l’ausilio di trappole simili a quelle utilizzate per i topi.

L’uomo, originario di Platì (RC), è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per esercizio di attività venatoria all’interno del Parco Nazionale d’Aspromonte. L’accusa è quella di aver violato le norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio. Gli animali ritrovati sono stati  invece posti sotto sequestro.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato, che tiene a sottolienare il costante impegno contro questa forma di caccia,  i piccoli mammiferi  sono  inseriti nella Convenzione di Berna e pertanto considerati specie minacciata di estinzione. Inoltre, se venduti per uso alimentare, possono raggiungere il prezzo di circa 100 euro al chilo.

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