GEAPRESS – Un successo, al di là della pena che può sembrare bassa. 20 giorni di arresto e 500 euro di multa. Arresto senza carcere, come nel caso dei blandi reati di contravvenzione che caratterizzano la legge sulla caccia, ma comunque, almeno per la sentenza di primo grado, rilevanti. Un bracconiere,scovato ed inseguito dalle Guardie per l’Ambiente guidate da Pasquale Laterza all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Pena rara e non solo perché trattasi di un incensurato. Come dicono le Guardie per l’Ambiente, è molto facile per questi tipi di reati, venire assorbiti nell’orbita della prescrizione giudiziale. Quella stessa prescrizione, riferiscono sempre le Guardie, che nel 90 % dei casi annulla, per non dire “immunizza”, i reati commessi.

La condanna è stata emessa in questi giorni dal Tribunale di Trani, sede distaccata di Andria e fa seguito all’intervento delle Guardie per l’Ambiente. Le Guardie, infatti, erano intente a raccogliere prove fotografiche sulla presenza del lupo ai piedi del Castel del Monte e “All’improvviso – riferisce Pasquale Laterza presidente delle Guardie per l’Ambiente – abbiamo visto uno scodinzolante cane da caccia. Ci siamo chiesti se si fosse smarrito oppure fosse stato abbandonato. Lo abbiamo seguito per leggerne l’eventuale microchip identificativo e abbiamo capito subito di non essere soli in quella zona del Parco Nazionale dell’Alta Murgia“.

Il processo si è avvalso anche delle testimonianze della Polizia Giudiziaria delle Guardie per l’Ambiente, che sono riuscite a dimostrare la consapevolezza del bracconiere di essere colpevole. Oltre ogni ragionevole dubbio, insomma, per un reato commesso in piena area naturale protetta. Adesso la parola passa all’Autorità di Pubblica Sicurezza affinché valuti il ritiro definitivo del porto d’armi all’astuto bracconiere. Se trattasi di porto d’armi uso caccia, e l’Autorità di Pubblica Sicurezza non interverrà, il condannato potrà però continuare ad esercitare l’attività di caccia. Solo a condanna divenuta peraltro definitiva, l’Autorità giudiziaria comunica a quella di Polizia l’eventuale conferma della condanna e solo in questo caso scatta non il ritiro ma la sola sospensione della licenza di porto di fucile uso caccia.

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