GEAPRESS – Una Faina uccisa ed appesa per la coda proprio al cartello del Parco. Il Parco Nazionale della Majella, patrimonio naturale e culturale!
Un’azione che di naturale e culturale proprio non ha niente.

I giornali locali parlano di una probabile manifestazione di protesta  da parte di cacciatori o agricoltori nei confronti dell’Ente Parco.
Gli abitanti della zona parlano anche di bracconieri che “piazzano” nella zona trappole, ovviamente non consentite, soprattutto lacci per i cinghiali.
Non mancano, poi, le lamentele dei cacciatori per i regolamenti troppo restrittivi!

Ci domandiamo quanto investono in cultura ed educazione al rispetto per la vita gli amministratori locali. In questi giorni si è sentita spesso la frase “la  cultura non si mangia”, ma è uno sbaglio madornale oltre che altamente diseducativo.
In un territorio protetto quale è un Parco la prima, e vincente, mossa da fare è proprio quella della promozione della cultura, da affiancare a chiari regolamenti e non ogni giorno più permissivi: questo dovrebbe essere il messaggio degli amministratori ai cittadini.

Ogni giorno sentiamo allarmi del tipo “al lupo, al lupo” per chiedere la riapertura della caccia (vedi articolo GeaPress) di una popolazione che non conta più di 600 individui in tutta  Italia.
Allarmi ingiustificati e richieste di regolamenti via via più permissivi vanno stroncati sul nascere, senza mezzi termini. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).