GEAPRESS – Proprio così nel Parco Nazionale del Pollino la caccia è aperta anche a caccia chiusa! Basta essere “selecontrollori” autorizzati.

La stesso Parco ne ha “formato” centoquindici, che a giorni potranno iniziare ad uccidere. Ovviamente la mattanza dei Cinghiali è definita “abbattimento controllato” o “prelievo”. La caccia aperta, inoltre, non è limitata al solo Pollino.

Oltre ai 115 del Pollino, i selecontrollori addestrati sono 58 per Potenza e 56 per Matera. Il Pollino è solo il primo ad iniziare, o meglio, a continuare a cacciare. I selecontrollori sono stati addestrati in tutta la Regione Basilicata, con fondi regionali, ovviamente.

Il sospetto è che la doppietta non riposta, farà a breve il suo ingresso anche per il Parco della Murgia.

Chiusini, recinzioni trappole o sparatorie dirette per il cinghiale. Tanti metodi per un solo amaro destino: salsiccia per turista o locale che sia.

Gli agricoltori, inoltre, potranno installare direttamente dei chiusini per la cattura degli ungulati che hanno una unica colpa: essere stati introdotti con piani faunistici venatori provinciali per la “gioia” dei cacciatori e con l’utilizzo (anche qui) di fondi pubblici.

I cacciatori si difendono, di solito, dicendo che quei fondi sono le loro tasse. Perché allora non utilizzarle per il ripristino dei luoghi devastati, come spesso in loco si denuncia?

Se vogliamo, commentano gli animalisti locali, è un po’ come chiedere indietro le tasse sui carburanti (benzina e gasolio) sotto forma di buoni per l’acquisto dei carburanti stessi!

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