Pantani Sicilia sud orientale: ricorso contro la caccia
Legambiente e LIPU: Assessore peggiore e lobby soverchianti.
GEAPRESS – L’ennesimo ricorso sarà presentato da Legambiente e MAN per fare rispettare il divieto di caccia nel pantani della Sicilia sud orientale. La caccia, infatti, nonostante ben tre pronunciamenti del TAR, confermati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa, era stata nuovamente riaperta dall’ Assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia D’Antrassi (vedi articolo GeaPress).
Per Angelo Dimarca, responsabile Conservazione Natura di Legambiente Sicilia, il peggiore Assessore che fino ad oggi ha avuto l’Assessorato Agricoltura. Gli fa eco il Vice Presidente Nazionale della LIPU, Fulvio Mamone Capria, secondo il quale si è così concretizzato un fatto preoccupante che molto dice su quanto il potere politico sia asservito alle lobby venatorie.
Il tutto, dopo che l’ultima chiusura dell’attività venatoria nei pantani, aveva riportato specie rare quali le Gru e la Casarca, bellissima anatra dalla livrea aranciata. Pace mandata all’aria grazie al vero e proprio blitz natalizio che secondo Legambiente sarebbe stato messo in atto non solo dall’Assessore … peggiore, ma anche da un semplice dirigente (… l’organico della Regione siciliana è stracarico di Dirigenti…) di un altro Assessorato, quello al Territorio e Ambiente. L’Assessore del ramo, infatti, aveva preso impegno opposto.
Tutto per colpa di un … comunissimo … Dirigente e di un Assessore un po’ troppo particolare? Forse no. Tra i bene informati, infatti, gira voce che l’ennesimo provvedimento spara anatre, questa volta in salsa natalizia, sia stato voluto dallo stesso Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo a sua volta oggetto di improperi filo venatori. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).









In tutta Italia si va a caccia nelle zps. In Sicilia il tar ha sospeso la caccia nelle zps perchè non erano state presentate
le valutazione d’incidenza .Per i Pantani ora sono state redatte queste valutazioni d’incidenza per cui si è legalmente potuto riaprire la caccia.Le vere lobby sono quelle delle associazioni ambientalanimaliste che hanno il potere di diffondere attraverso tutti i mezzi d’informazioni notizie false sull’attività venatoria ,influenzando l’opinione pubblica in modo negativo .
Questi (i cacciatori) vanno a caccia persino nelle zps ed hanno persino il coraggio di dire che le lobby sono quelle animaliste.
Inoltre c’è da notare che (come dice il tizio qui sopra) il tar ha sospeso la caccia nelle zps siciliane perchè non era stata presentata la valutazione di incidenza (necessaria per legge): questo significa che prima vi si andava a caccia senza valutazione di incidenza quindi senza che fossero rispettati i termini di legge. Ci vuole proprio una bella faccia tosta a dire da parte dei cacciatori a dire che le lobby sono quelle animaliste.
Le valutazioni di incidenza fatte in una serata e senza nemmeno vedere i posti di cui si tratta non è detto che siano valide.
O no?
Ancora bugie e diffamazioni, signor Angelo ma che dice? La valutazione d’incidenza è stata fatta dall’Università di Palermo, in un tempo purtroppo ben più lungo di una serata. Come mai quando questo ente dice di limitare la caccia a certe specie e per certi periodi va bene e invece quando dice che nei pantani si può cacciare (con regole rigide) non va più bene?
Gentile Sig. Michele Sorrenti (responsabile degli studi sulla migratoria per la Federazione Italiana Della Caccia, giusto?), ma non è l’Ispra l’organo tecnico preposto dalla legge sulla caccia a dire dove e quando si debba sparare? L’ispra, in questo caso ha dato parere positivo? Ricordiamo il documento emesso dall’ISPRA, nel quale si precisava che “la caccia agli uccelli acquatici in corrispondenza dei pantani di Pachino è incompatibile con le esigenze di conservazione dell’avifauna acquatica e in particolare delle specie prioritarie per le quali questi biotopi sono stati inseriti all’interno della rete Natura 2000″, ritenendo opportuno e necessario “il divieto di caccia per tutta la durata della stagione venatoria e per le future stagioni”.
A che titolo la valutazione dell’università prevalica le indicazioni dell’organo preposto per legge a dire se si possa cacciare o no in una certa zona, cioè l’ Ispra? Come mai quando l’ispra non pone paletti alla caccia va bene, e quando invece dice di limitare la caccia diventa per voi (cacciatori) inattendibile e conta di più l’Università di Palermo?
E infine se questa valutazione dell’univerisità è arrivata adesso e sulla base di essa si è riaperta la caccia, su che basi prima si era autorizzata ugualmente la caccia nei Pantani, pur davanti a sentenze/pareri degli organi preposti contrari, e senza che vi fosse la presente valutazione di incidenza?
ma basta caccia!!!è un passatempo crudele sadico spregevole disumano vergognosissimo!!!!
lasciate in pace gli animali, incivili!!!vergogna!!!
ma chissenefrega delle loro ridicole e patetiche giustificazioni, la caccia è una mostruosità assoluta barbara efferata feroce disumana sadica che non deve esistere!!!!!!!!
e poi il Tar ha detto ripetutamente che lì NON si può cacciare, quindi sono loro(gli sparatori, i massacratori di esseri indifesi) che dicono bugie!!!
Signor Ugo, l’ISPRA è un organo tecnico che dà pareri consultivi e non vincolanti a tutte le regioni italiane, alle province, allo Stato e a tutti coloro che li chiedono.
Ogni regione può decidere autonomamente cosa fare, ovviamente nel rispetto delle leggi.
Il parere dell’ISPRA che ho in mano io non dice esattamente come dice lei, ma che auspica vincoli di tutela in corrispondenza dei pantani della Sicilia sud orientale. Questa è la dizione del parere sul Calendario Venatorio 2010-2011, se ne è arrivato un altro perentorio come lei dice non lo so. In ogni caso, visto che vuole affrontare il discorso, e la ringrazio per come lo fa, le dico che in Sicilia, in particolare lungo la rotta migratoria della Sicilia orientale tracciata dall’assessorato agricoltura esiste la seguente situazione: sono protette tutte le aree umide seguenti: pantani di Ganzirri e faro, fiume e foce fiumefreddo, fiume e foce Alcantara, fiume (vari km) e foce Simeto, foce Benanti, lago di Lentini, Saline di Siracusa, fiume Ciane, fiume Cassibile, Saline di Priolo, Vendicari, foce fiume Irminio, Biviere di gela, Lago di Montallegro. Più all’interno sono protette le seguenti aree umide: Lago Ogliastro, Diga Nicoletti, Lago di Pergusa, invaso di Ponte Barca, Biviere di Cesarò. Questa situazione comporta il fatto che per molti cacciatori è impossibile andare a caccia di uccelli acquatici in varie province. I pantani della sicilia sud orientale sono quindi l’unico comprensorio di zone umide di una certa grandezza rimasto aperto alla caccia, nel quale intendiamo realizzare una gestione integrata che armonizzi la caccia con le esigenze di conservazione. Siamo stati noi a proporre il posticipo dell’apertura, sono stato io a proporre di cacciare solo pochi giorni a settimana e per mezza giornata e sono io a proporre di consentire la caccia solo a un numero risptretto di cacciatori autorizzati, ai quali vorrei anche fosse fatto un esame integrativo. Come vede noi cerchiamo soluzioni e non lo scontro.
Quanto alle vicende del TAR da quanto ho appreso la regione considerava che, essendo il Piano Faunistico provvisorio, non ci fosse bisogno della Valutazione d’incidenza, e in questo hanno sbagliato.
Se anche lei crede in un possibile incontro delle esigenze di tutti i fruitori delle risorse naturali dei pantani possiamo anche incontrarci.
Saluti
Michele Sorrenti
Mi chiedo come sarà possibile far incontrare le esigenze di chi ha veramente a cuore le sorti della biodiversità, l’amore e il rispetto per gli animali con i capricci di chi considera esseri perfettamente senzienti, intelligenti e coscienti dei semplici bersagli da impallinare ……! Alcune delle risorse naturali di cui parla Sorrenti non nascono per essere fucilate … a meno che non mi si voglia far credere, adesso, che tra castagne e oche selvatiche non ci sia nessuna differenza di fondo!!! Insomma, siamo lontani dai tempi in cui orde, più o meno fameliche, di primitivi si aggiravano per le campagne in cerca di … risorse naturali … da divorare!! Che nel 2011 ancora si faccia fatica a capirlo mi sembra davvero strano!
Ma poi scusate il parere dell’ISPRA non era vincolante? Se non sbaglio una delle proposte avanzate dalla grande riforma sulla caccia che il sen. Orsi (un nome … una garanzia …) aveva lanciato per riportare questa attività agli antichi splendori … puntava proprio a snaturare questa peculiartà sostituendo appunto l’aggettivo “vincolante” con “obbligatorio”! A quanto mi è dato sapere l’offensiva Orsi … se ne sta buona, buona in qualche cassetto (e speriamo solo in attesa di essere cestinata).
Poiché si mormora che si potrà sparare da un’ora prima del sorgere del sole (praticamente al buio …) mi piacerebbe sapere come faranno i seguaci di Diana a riconoscere un germano reale da una moretta tabaccata ??? Probabilmente succederà come faceva un amico di mio nonno che al crepuscolo sparava alle rondini credendo che fossero tortore ….! O come è successo recentemente a Parma dove è stata decimata una famigliola di rarissime oche facciabianca scambiate per chissà cosa ….!!
I pantani della Sicilia Orientale meritano senz’altro altro tipo di attenzioni e di cure di quelle che hanno i mente di protigargli gli amici sparatori … i quali, se proprio non possono fare a meno di premere il grilletto, hanno sempre a disposizione i poligoni di tiro ….!!! La fauna selvatica è di tutti i cittadini … e quella migratoria appartiene all’intera umanità … altro che balle!!! Via le doppiette, le schioppettate e le stragi di uccelli dai Pantani della Sicilia Orientale. Ben venga una riserva integralmente protetta!!!
Ah, eccoci quindi al punto: i pareri dell’Ispra si attuano pacificamente solo finchè non vanno contro gli interessi venatori, altrimenti ci si può (anzi, secondo l’ottica dei cacciatori, ci si deve) passar sopra, in quanto non vincolanti. Se l’Ispra avesse dato il benestare alla caccia nei Pantani, è fuor di dubbio che avreste utilizzato tale parere per dire “si può e si deve cacciare nei Pantani”; ma siccome l’Ispra ha detto no, si ricorre ad un altro ente che non si capisce perché dovrebbe essere più attendibile dell’Ispra (l’unico soggetto titolato per legge a fornire pareri in merito); dunque per fare un piacere al mondo venatorio si seguono le valutazioni di altri enti, invece che quelle dell’Ispra. E addirittura vi si sente gioire con un trionfale “aperta nuova strada”. Come vede, in sostanza, l’atteggiamento di cambiare la valutazione sull’attendibilità dell’ente a seconda di quello che l’ente dice (che è l’accusa che lei muoveva ad Angelo, qui sopra) è un atteggiamento che alla prova dei fatti è attuato dal mondo venatorio, ben più che da quello ambientalista. Mi chiedo: a parti invertite (cioè se l’Ispra avesse dato l’ok totale alla caccia nei Pantani, e la Regione invece che seguire tale parere avesse seguito piuttosto il parere di un altro ente che invece dava parere negativo, inibendo quindi la caccia) che avreste detto voi cacciatori? Vi sarebbe sembrato corretto un simile comportamento? Vi sarebbe sembrato legittimo se fosse stato scavalcato il parere dell’Ispra a voi favorevole, e fosse invece applicato unilateralmente il parere (a voi sfavorevole) di un altro organo che non ha la stessa legittimazione che la legge riconosce all’Ispra in materia valutazioni sulla caccia? Le risposte sono ovvie!
Quanto alle dichiarazioni dell’Ispra, il mio virgolettato riporta le dichiarazioni testualmente attribuite all’Ispra su numerosi siti web e giornali online che parlano della vicenda.
Infine la vicenda del TAR e della Regione: lei stesso riconosce che la Regione ha sbagliato, e quindi che è stata autorizzata più volte la caccia in zone dove, stando alle sentenze di TAR e Consiglio di Giustizia Amministrativa, mancavano i requisiti previsti dalla legge per potervela autorizzare. Eppure l’autorizzazione è stata concessa lo stesso; e chi ha sbagliato, adesso in pratica dice un semplice ‘ci siamo sbagliati, amici come prima’… e ci riprova ; intano i cacciatori hanno avuto un po’ di quel che, stando alla legge, non avrebbero potuto avere… ma tant’è, ormai quel che han preso non gli si può più togliere. E Amen: nessuno pagherà per lo sbaglio tranne gli animali ammazzati o disturbati. E tutto sommato i cacciatori non possono che ringraziare.
E’ questo un atteggiamento istituzionale che il mondo venatorio sfrutta spesso e addirittura spesso pretende: non c’è da parte vostra il benché minimo interesse a chiedere certezza e rigore che quanto vi viene concesso lo sia legittimamente e non contra-legem: l’importante è che vi venga concesso. La questione della legittimità delle concessioni a voi fatte, non vi sfiora; perché l’importante è cacciare e se poi (dopo che avete cacciato) il TAR o chi per esso dice che non avreste potuto farlo, pazienza… tanto ormai l’avete fatto.
Questo ovviamente non è un appunto personale a lei, ci mancherebbe, ma al mondo venatorio. Dovreste essere i primi a pretendere dalle istituzioni certezza e chiarezza sulla legittimità delle delibere venatorie. Viceversa vi si vede spesso e volentieri sfruttare proprio le situazioni di incertezza normativa pur di raggiungere comunque il vostro scopo (cacciare) e fare i vostri interessi. Addirittura esortate talvolta l’attuazione di stratagemmi legislativi che impediscano alle associazioni ambientaliste di adoperarsi in legittimi ricorsi al TAR, o che almeno allunghino il più possibile i tempi del ricorso e della relativa sentenza; così comunque vadano le cose e qualunque sia la decisione del TAR, nel frattempo potete cacciare lo stesso.
Vede sig. Michele: finchè non sarete voi cacciatori i primi a farvi promotori che sia appurata la piena e totale legittimità delle delibere che riguardano la caccia; finchè non sarete voi cacciatori i primi a pretendere che sia fatta assoluta chiarezza ogni qualvolta vi sia la minima possibilità che le concessioni che vi vengono fatte siano contra-legem (come spesso poi infatti si rivelano); finchè non sarete voi cacciatori i primi a rifiutare dalle istituzioni quelle delibere pro-caccia che presentano manifesti segni di illegittimità o quanto meno la cui legittimità è fortemente dubbia; finchè non succederà tutto questo, dicevo, sarà ben difficile trovare un punto di incontro.
Saluti.
Disertiamo la sicilia come meta vacanziera : chissà mai qualcuno di svegli e dica: oibò cosa dobbiamo fare per diventare piu’ civili? Hanno in mano un tesoro di territorio e lo stanno facendo diventare uno schifo!