bambina colpita
GEAPRESS – Orrore, indignazione, rabbia e raccapriccio, queste le sensazioni a scorrere le recenti rassegne stampa che riportano i fatti di cronaca nera di cui sono stati autori i detentori di armi ad uso caccia.

Ora l’ultimo gravissimo caso. Un cacciatore a Pandino, in provincia di Cremona, che ha sparato verso una finestra colpendo una bambina alla gamba mentre era nella sua cameretta. A quanto pare un cacciatore sessantacinquenne avrebbe puntato il fucile verso l’abitazione e il colpo esploso ha bucato la zanzariera.

Secondo quanto riportato nel comunicato diffuso dell’On.le Zanoni, la bimba sarebbe stata soccorsa dal padre che ha udito lo sparo e subito dopo le urla di dolore della figlia. Assicuratosi che nulla fosse successo all’altro figlio, l’uomo ha poi guardato fuori della finestra scorgendo il cacciatore nel campo sotto casa. Dopo avergli fatto presente l’accaduto e la vicinanza all’abitazione, il genitore della piccola si sarebbe sentito rispondere dal cacciatore che non aveva fatto nulla di sbagliato. Dopo i soccorsi prestati dal pronto soccorso dell’ospedale di Crema (CR), è scattata la denuncia ai Carabinieri.

Per l’On.le Zanoni la situazione non è più tollerabile. E’ necessario, per questo, che gli esami per ottenere la licenza di caccia siano molto più severi e puntino sulla sicurezza e sulla capacità di maneggiare le armi. Bisognerebbe inoltre imporre di rifare gli esami della licenza di caccia a tutti i cacciatori, molti dei quali, tra l’altro, non l’hanno mai fatta, visto che prima del 1977 non era prevista.

Critiche durissime anche sulle sanzioni. Ridicole, sempre ad avviso di Zanoni, secondo il quale occorre rivedere la normativa e non esitare a ritirare subito la licenza venatoria in casi come questo. I controlli venatori devono essere poi serrati: le distanze previste dalla legge da case e strade non vengono osservate e lo dimostrano tutti gli episodi di persone ferite nei propri giardini o abitazioni. “Siamo costretti a contare morti e feriti, anche bambini come la piccola di Pandino che vengono colpiti da cacciatori incapaci di maneggiare le armi e che non si assumono nemmeno le proprie responsabilità – ha dichiarato l’On.le Zanoni secondo il quale la risposta che questo cacciatore avrebbe dato  è sintomatica della situazione assurda a cui siamo arrivati.

Aspetti, quelli dei controlli e delle distanze dalle case, sui quali si è soffermata anche l’Associazione Vittime della caccia.

La responsabilità sui controlli, secondo l’associazione, sarebbe anche di chi deputato ad intervenire. Controlli scadenti ed interventi, nel caso, poco significativi. In Italia, inoltre, sarebbe praticamente impossibile esercitare la caccia, se non in aree davvero isolatissime. I fucili a canna rigata, usati per uccidere ungulati, non troverebbero più gli spazi idonei per sparare visto che portano gittate di alcune migliaia di metri.

L’associazione si aspetta ora azioni di repressione e controlli mirati che scoraggino certi comportamenti. Per questo  ha annunciato una lettera al Presidente della Repubblica Napolitano, affinché attivi quanto di sua competenza per fermare in qualche modo l’ennesima strage annunciata. “Non c’è crisi di Governo che giustifichi la fucilazione di gente inerme che con la caccia e le armi non c’entra proprio niente“, dichiara Daniela Casprini, presidente dell’Associaone Vittime della caccia.

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