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GEAPRESS – Tra le case di Piano dell’Occhio, zona di montagna tra Palermo e Montelepre. Dal megafono, appena vede gli armati tra le case, Giulia lancia il suo messaggio: “I signori cacciatori sono pregati di rispettare la legge  e di allontarsi dalle case“.

Vanno via, quasi sempre, ma prima la mandano a quel paese. Questo di giorno, perchè di notte le cose peggiorano. Giulia non si perde d’animo. Prende la macchina fotografica e si arrampica tra le rocce. L’automobile  arriva più o meno nello stesso punto. “Fa la fariata” dice Giulia a GeaPress, ovvero abbaglia i conigli che rimangono così immobili. Poi un uomo alza il fucile e via. Giulia rincorre i bracconieri e poi si dirige al solito posto, il locale lungo la strada dove sa che i “signori” si riuniscono. Sigaretta e pizzetta. “Se non sono quelli che ho inseguito di certo li conoscono e  gliene dico quattro“.

Luoghi di certo non facili. Per chi ha un minimo di dimestichezza con quelle montagne sa di cosa si sta parlando. Mille storie, ormai quasi romanzate, ma che in realtà hanno comportato nel recente passato decine di morti. Agguati ai Carabinieri e latitanti d’eccezione. Dalla banda Giuliano al “rapimento”  del banchiere Sindona.

I primi tempi non volevano credermi – spiega Giulia – Ora invece sanno tutti quello che avviene. Ho avuto la solidarietà del Sindaco di Torretta ed i Carabinieri quando li chiamo, arrivano subito“.

L’altra sera, però, le cose si stavano mettendo male. Arriva un grosso SUV. Giulia intuisce cosa sta per succedere. Prende la macchina fotografica e veloce si dirige verso quel tratto di strada. Parte il primo colpo, poi il secondo. Vicino ci sono dei randagini. Un cane la fa inciampare e Giulia cade tra le rocce, appena in tempo, però, per fotografare la parte anteriore del grosso SUV (nella foto). Quasi contemporaneamente il terzo colpo di fucile, e la macchina riparte subito. Giulia si rialza e cerca di capire quale danno hanno fatto stanotte. In cielo non c’è una nuvola e la luna illumina quanto basta per vedere l’ennesima vittima. Una gattina, di non più di un anno di vita, è in terra, sporca di sangue che continua a sgorgare. Accanto, la cartuccia ancora calda.

La gattina morde, ma Giulia riesce lo stesso a caricarla in macchina. Lungo la strada sente il sangue che le cola nel braccio. La povera micia si dimena per il dolore. Avvisa i Carabinieri ma arrivata a Palermo, incontra una pattuglia della Polizia di Stato che si mette subito a disposizione. La micetta viene ricoverata d’urgenza. Giulia, invece, viene accompagnata in Questura e sporge denuncia. La cartuccia è sotto sequestro e si spera, ora, nelle indagini.

La povera micetta, invece, ha decine di pallini in corpo ma la cosa più impressionante è nelle zampe. Sono tutte fratturate. Questo pomeriggio l’intervento chirurgico. Tre zampe devono essere chiodate. La quarta era meno grave e viene steccata. Per il piombo, si vedrà.

Giulia è di nuovo tra le montagne. Aspetta la “fariata”. Sa di potere contare sull’aiuto dei Carabinieri e dell’amministrazione di Torretta che le ha espresso solidarietà. “Sanno tutto di me – spiega convinta Giulia – Non ho affatto paura. Chissà quanti animali hanno ucciso con la fariata. Ora pure contro la gattina. Questo di notte. Di giorno, quando me li ritrovo tra le case con le doppiette, li allontano con il megafono“.

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