GEAPRESS – In pieno centro della Palermo bene. Un normalissimo impiegato statale di mezza età. Una sorta di uomo qualunque che si era riempito la casa di gufi, falchi, poiane ed altre specie di uccelli rari protetti dalla legge. Ce ne è abbastanza per fare pensare che il novello falconiere sia come minimo uno sprovveduto o forse un prestanome. Di sicuro non parrebbe all’altezza di gestire il pericoloso traffico della grande avifauna protetta. Gli animali rinvenuti a Palermo, sono solo in parte forniti di regolare documentazione. Alcuni, peraltro, avrebbero gli anelli inamovibili di riconoscimento abrasi. Impossibile, pertanto, compararli con la documentazione rinvenuta. Molti rapaci siciliani vengono predati nei nidi da bracconieri locali, rivenduti a compiacenti centri zoologici del nord Italia e del Centro Europa e da qui, sotto falsa copertura documentale rispediti a falconieri anche siciliani. Un maxi giro d’affari da decine di migliaia di euro, già per pochissime unità di animali. Questo quanto scoperto sempre dal Corpo Forestale dello Stato già nella scorsa estate (vedi articolo GeaPress). Proprio sulla tipologia dell’intervento di oggi, operato dal Corpo Forestale dello Stato su delega del Magistrato ai Nuclei Cites doganali, potrebbe nascondersi qualche rinnovato mal di pancia. In Sicilia, infatti, dovrebbero operare i Forestali Cites Regionali, ancora una volta, però, superati nel loro ambito territoriale da quelli dello Stato. Che tra i due corpi di Polizia non corra buon sangue si era già visto questa estate in merito alla storia della fantomatica pantera. I Forestali dello Stato che tentavano di entrare in Sicilia e quelli regionali orgogliosi della loro indipendenza, anche a costo di combinare noti pasticci.

Comunque sia andata, di sicuro per entrare nella casa di via Empedocle Restivo, i Forestali hanno avuto bisogno della mascherine. Il lezzo era insopportabile. Animali ovunque e gabbie ricavate in posti incredibili. In tutto 19 uccelli. Dai più piccoli cinque cardellini, per i quali il magistrato ha già disposto la liberazione, al grande Gufo Reale. Poi due Falchi pellegrini, due Sparvieri, due Gheppi, due Poiane codarossa, quattro Poiane di Harris ed una Poiana ferruginosa. Tutti animali molto utilizzati nella falconeria, eccetto i cinque cardellini forse da utilizzare per l’alimentazione dei rapaci. Provenivano in buona parte dall’estero e questo fa pensare che i Forestali dello Stato siano arrivati a Palermo come proseguo delle indagini già avviate queste estate. Sull’accaduto è intervenuto, complimentandosi con il Corpo Forestale dello Stato, il WWF Sicilia il quale ha puntato il dito contro l’estrema facilità con la quale la Regione Sicilia rilascia le autorizzazioni per allevamento amatoriale. Questa estate, sempre il Corpo Forestale dello Stato aveva rinvenuto un altro fetido zoo di rapaci all’interno di una abitazione di Corio, in provincia di Torino (vedi articolo GeaPress).

All’ uomo sono state anche contestate le inidonee condizione di detenzione mentre tutti gli animali sono stati affidati al Centro di recupero di Ficuzza (PA) gestito dalla LIPU.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati