cassonetto tordi
GEAPRESS – Spiacevole sorpresa per una signora che, nella giornata di ieri, si era recata in visita alla Palazzina Cinese. Si tratta, come è noto, della dimora che sul finire del 700 venne costruita per allietare la permanenza a Palermo di Ferdinando IV di Borbone.

Il Re, sotto la spinta delle truppe napoleoniche, trovò rifugio nelle più meridionali baronie che riservarono al Sovrano un luogo altresì vicino ad uno dei suoi sollazzi preferiti: la caccia.

La signora, però, non poteva pensare ad un revival storico quando, diretta verso un cassonetto traboccante di rifiuti proprio a lato della storica palazzina, si è vista rotolare tra i piedi un sacco di plastica pieno di resti di uccelli. Scossa per quanto successo, la visitatrice si è messa in contatto con la LIPU la quale, inviato nei luoghi un suo esperto, ha riconosciuto in quell’ammasso di piume e penne ciò che rimaneva di decine di Tordi bottaccio.

Si tratta di una specie cacciabile, ovviamente secondo limiti di carniere, ma la particolarità di quel ritrovamento consiste nel fatto di essere avvenuto in una zona molto distante da un qualsiasi luogo ove è aperta l’attività venatoria. Non di un luogo di passaggio neanche per un  normale cittadino, bensì utilizzato per amene passeggiate proprio a lato della Riserva Naturale del Parco della Favorita e di Monte Pellegrino, oltre che per le visite alla Palazzina Cinese. Inoltre, in zona, esiste il divieto totale di ogni accesso motorizzato.

E’ difficile pensare che un qualsiasi cacciatore si rechi, chissà perchè, proprio  per sbarazzarsi dei Tordi impallinati. Per la LIPU, però, quei Tordi potrebbero non essere stati uccisi a fucilate. Nel piumaggio, infatti, non vi era alcun segno di sangue. Probabile, dunque, che i poveri animali siano stati catturati con una rete illegale e poi spiumati. Chi, però, nel particolarissimo luogo della Palazzina Cinese, distante dal traffico veicolare e dalle abitazioni, salvo pochi edifici rurali, si dedica a spiumare Tordi?

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