GEAPRESS – Stamani, nel popolare quartiere di Ballarò, la piazza degli uccellatori era stracolma. Forse, a modo loro, hanno festeggiato il Natale, commentano amaramente i volontari della LIPU di rientro dalla piazza appena controllata. Del resto c’era pure chi, nel marciapiede, vendeva panettoni.

Tutti gli angoli, riferiscono i volontari, erano occupati dai venditori di uccelli selvatici. I più forniti, ovvero quelli che guadagnano di più, erano non meno di una decina ed occupavano i posti migliori. Ognuno di loro era in possesso di due-tre ricevitori, le grandi gabbie di fattura artigianale, stracolme di uccellini selvatici. Catturati in settimana e stoccati in misteriosi magazzini, forse mai cercati (dicono sempre i volontari). Poi venditori di canarini e pappagalli, animali detenibili ma la cui vendita, a Ballarò, avviene sempre in maniera illecita. Tra i venditori di canarini c’era pure chi forniva il biglietto da visita.

In terra gabbie trappola ed altri marchingegni per catturare uccellini. Non meno di 400, quelli visibili stamani, tra cardellini, verzellini e luchierini. Tutti fringillidi protetti dalla legge.

Come già comunicato dalla LIPU la scorsa settimana, subito dopo un intervento di polizia gli uccellatori occupano di nuovo la piazza (vedi articolo GeaPress). “Forse – commenta Giovanni Cumbo , Responsabile LIPU di Palermo – sono sicuri della sporadicità dei controlli che del resto sembrano far seguito solo alle denunce delle associazioni“.

In altri termini, sembra dire il Responsabile della LIPU, se oggi c’è stato un effetto “Natale”, a Ballarò l’illegalità regna sovrana ogni domenica. I bracconieri, in sostanza, sanno di restare sostanzialmente impuniti.

Su Ballarò – aggiunge Giovanni Cumbo – occorre un controllo costante. Le Forze di polizia devono poi poter individuare i magazzini dove è detenuto quello che è a tutti gli effetti un furto al patrimonio dello Stato. Bisognerebbe – ha concluso nella sua denuncia Cumbo – agire discretamente, cercando di bloccare al momento opportuno tutti gli uccellatori e procedere alle perquisizioni domiciliari ed al sequestro dei mezzi idonei a commettere il reato, automobili comprese“. Tutte cose che a Palermo, a quanto pare, non avvengono.

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