ballarò II
GEAPRESS – Nuovo  sopralluogo nel mercato degli uccellatori di Ballarò, nel centro storico di Palermo, effettuato dai volontari della Lipu cittadina. Quello che è emerso è sconfortante: il mercato illegale degli uccellatori è, ancora una volta,  in forte ripresa. Bracconieri, riferisce la nota della LIPU, che operano a proprio agio e alla luce del sole. Circa 400 tra cardellini, verzellini, verdoni e fanelli, senza contare l’avifauna appartenente a specie domestiche. ma vendute lo stesso in maniera illegale ed in barba alle più basilari norme fiscali.

Un vero e proprio porto di mare totalmente illegale. Stamani, infatti, vi erano diverse gabbie a “ricevitore”, dove vengono ammassate numerose decine di cardellini. Almeno cinque, le postazioni per la messa in vendita dei fringillidi. La gran parte degli uccelli era costituita da giovani appena involati, quelli che localmente vengono chiamati “nuvidduna”.

Non è possibile che ancora nel 2015 dobbiamo assistere a tali fenomeni di bracconaggio e vendita illegale alla mercè di tutti! – ha dichiarato Giovanni Cumbo, Delegato LIPU di Palermo –  L’ultimo intervento delle Forze dell’Ordine è stato soltanto il 18 gennaio scorso. Questi blitz “occasionali” purtroppo non servono a debellare il fenomeno, bisogna effettuare interventi periodici e mirati al sequestro dei mezzi e alle perquisizioni domiciliari”. Secondo il Delegato della LIPU “i venditori abusivi di cardellini si sono impossessati della piazza praticando un’attività ormai tollerata e considerata quasi nella normalità.

Rinnoviamo l’appello alle Forze dell’Ordine affinchè intervengano al più presto con un presidio costante. Un messaggio rivolto anche ai cittadini di Palermo e a coloro che ogni domenica frequentano il mercato, quello cioè di non comprare i cardellini e tutti gli altri uccelli nella piazza e denunciare tale fenomeno. Il bracconaggio vive anche perchè la gente, seppur in buona fede,  continua ad acquistare animali catturati illegalmente, strappati dal loro ambiente naturale e dai loro genitori ”.

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