GEAPRESS – Non è esattamente uno qualunque il falconiere denunciato ieri a Geraci Siculo (PA) nel corso della più classica festa a rivisitazione medioevale comunemente promosse e finanziate da enti pubblici.

“La festa della transumanza” ha presentato un risvolto imprevisto. All’arrivo del falconiere, proprio mentre le autorità cittadine si apprestavano al saluto in pompa magna del pezzo forte della serata, si è qualificato il personale del Servizio Cites del Corpo Forestale della Regione siciliana. Le mani hanno iniziato a tremare e, con il comprensibile imbarazzo del Sindaco, si è così appreso che la coppia di Falco Lanario non risultava al controllo in possesso della certificazione Cites. I Falchi erano accompagnati solo da un generico attestato di una delle tante altisonanti scuole di falconeria ricollegabile ad altro notissimo personaggio oriundo toscano, anch’esso conteso dalle tv. Lui, il discepolo ieri denunciato a Geraci Siculo, Comune del Parco delle Madonie, si limita invece a pubblicizzarsi con la partecipazione a Linea Verde, Linea Blu e Sereno Variabile. Poi, l’articolo sul New York Times ed il solito ritornello, comune a tutti i falconieri, che fanno discendere la loro passione quasi da uno scettro imperiale. Quello di Federico II falconiere, ovviamente. Anzi, il maestro del soggetto denunciato ieri, un certo Conte la cui esistenza deriverebbe addirittura dagli Hoenstaufen, ne avrebbe istruito il percorso formativo.

Secondo un comunicato diffuso dalla LIPU, i falchi ieri sequestrati presentavano gli anelli grossolanamente tagliati ed incollati. In altri termini, se l’accusa verrà confermata, appartenevano ad altri falchi e sarebbero poi stati inseriti ad animali di probabile provenienza illegale. Nel caso, depredati dai nidi in natura.

La manifestazione è stata così bloccata e gli animali posti sotto sequestro. Gli atti verranno trasmessi alla Procura della Repubblica competente ed è probabile che dall’inchiesta in corso spuntino altre importanti informazioni sul traffico illegale di rapaci in Sicilia.

Grazie all’intervento del Corpo Forestale della Regione Siciliana è emerso, ancora una volta, il pesante malcostume di chi detiene rapaci selvatici illegalmente, frutto di furti ai nidi e della ricettazione di esemplari rari – commenta Fulvio Mamone Capria, Presidente della LIPU-BirdLife Italia, che ha inviato questa mattina un messaggio di ringraziamento per la brillante operazione ai vertici del CFS siciliano – E’ illegale prelevare giovani falchi dai nidi in natura al solo scopo di incrementare il commercio di un’attività discutibile, nel ventesimo secolo, come la falconeria, dietro la quale si nasconde un giro d’affari enorme. La LIPU intende contrastare questa attività medievale per il suo fine diseducativo nei confronti della gente e, in particolare, dei giovani.

Far volare a comando un uccello rapace non è né bello, né divertente – prosegue il Presidente LIPU – ma è solo frutto di una medievale concezione di possesso e di controllo dell’uomo sull’animale che la LIPU condanna fermamente. Lancio un appello ai Sindaci e ai presidenti dei Parchi affinché vietino sul proprio territorio esibizioni di rapaci e, al contrario, prendano contatto con i centri di recupero della fauna selvatica per valutare iniziative di liberazione pubblica di uccelli salvatici, come già facciamo in tante realtà italiane. Sarebbe molto più importante far conoscere ai cittadini il lavoro dei nostri volontari dei centri di recupero che, con competenza e passione straordinaria, salvano ogni anno decine di migliaia di animali da morte certa. Ringrazio – conclude Mamone Capria – i volontari della LIPU e del Coordinamento tutela rapaci Sicilia per il continuo monitoraggio ai nidi dei rapaci più a rischio, come l’aquila di Bonelli, e la continua attività di vigilanza e presidio del territorio necessari per difendere quell’enorme patrimonio di biodiversità presente in Sicilia.”

All’operazione ha preso parte attiva anche il WWF Sicilia che aveva segnalato alle autorità lo svolgimento della stessa manifestazione.

Il falconiere verrà denunciato per violazione dell’art. 1 della Legge 150/92 ovvero quella relativa alla violazione dei reati di cui alla Convenzione di Washington sul commercio di specie in via di estinzione.

Il personale del Servizio Cites, da noi contattato, ha confermato l’operazione, dedicando l’intervento in favore della legalità al Giudice Falcone, alla moglie Francesca Morvillo ed agli uomini della scorta. Lo scorso 23 marzo si era commemorato a Palermo, il ventennale della strage (vedi articolo GeaPress).

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