GEAPRESS – A caccia nel Parco delle Madonie. A caccia per modo di dire, visto che nell’area l’attività venatoria sarebbe interdetta. Un evento forse non frequente, secondo i Carabinieri di Isnello, sebbene in questo caso riguardante cacciatori in piena regola. Il cacciator bracconiere, insomma, più volte incontrato nelle cronache di GeaPress ed in questo caso segnalato ai Carabinieri dalle stesse Guardie Venatorie.

I tre cacciatori, originari della città di Palermo, si erano recati, in pieno giorno, nell’area del Parco armati di tre fucili, un pugnale, tre coltelli e due ricetrasmittenti. In più una trentina di cartucce calibro dodici. Il tipo di calibro e la presenza di ricetrasmittenti fa presupporre che i tre cacciatori bracconieri si fossero preparati per la caccia al cinghiale, estinto in Sicilia ma incredibilmente fatto scappare da qualcuno negli anni ottanta da un inutile progetto tipo zoo di un demanio forestale. Di sicuro non una azione di liberazione animale. Piuttosto una speranza, purtroppo realizzatasi, di poter diffondere il cinghiale, ma per sparargli.

I tre sono starti deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Termini Imerese. Ad avviso di Legambiente e WWF, il bracconaggio in area parco è molto più diffuso di quello che sembra. Ad aggravarlo il fatto che l’area protetta, sebbene istituita fin dal 1989, è ad oggi del tutto priva di guardiaparco.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).