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GEAPRESS – “Solo in Sicilia, ormai, si verifica alla luce del sole la spudorata vendita pubblica degli uccelli selvatici, appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato! Persino nei mercati di Napoli, infatti, una delle piazze di spaccio più importanti d’Italia, gli uccellatori sono costretti a prendere delle precauzioni per sfuggire ai controlli. Invece a Palermo (ed a Messina), soggetti pluripregiudicati ogni domenica si presentano spavaldamente in piazza con le autovetture piene di gabbie, allestiscono i loro banchetti e vendono alla luce del sole gli uccelli selvatici, gli ibridi ed i canarini. Il tutto rigorosamente al nero!” Lo afferma il CABS il Nucleo di volontari esperti in antibracconaggio con sede a Bonn che da alcune settimane sta monitorando il mercato degli uccellatori di Ballarò.

Eppure – aggiunge il CABS – degli uccellatori si sa tutto. Si sa benissimo chi sono, dove abitano, quali sono i loro precedenti penali, con quali espedienti illegali sbarchino il lunario!”

Dopo il blitz compiuto domenica scorsa a Ballarò dal Nucleo Anticrimine e dal Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato (vedi articolo GeaPress), che ha portato alla denuncia per ricettazione di fauna selvatica di otto uccellatori e di un acquirente, l’associazione tedesca intende affrontare in maniera più decisa ed organica il problema siciliano ed avanza le proprie proposte per far cessare per sempre la vendita illegale degli uccelli selvatici.

Il CABS, pur ribadendo che si continuerà a vigilare sui mercati di Ballarò a Palermo e di Piazza del Popolo a Messina, e pur richiedendo, come prevede la legge, che siano tutte le Forze dell’Ordine e non solo il Corpo Forestale dello Stato ad intervenire con continuità, il CABS vuole sottolineare come quella di Palermo non sia una realtà ineluttabile e come invece gli strumenti giuridici per far cessare questa scandalosa situazione siano già presenti nell’ordinamento italiano.

Non occorrono dunque nuove norme – afferma il CABS – basta far applicare compiutamente quelle vigenti!. Cosa che a Palermo (ed a Messina) non è mai avvenuta!”.

Si fa riferimento intanto all’esatta qualificazione dei reati. Com’è accaduto domenica scorsa, infatti, ai venditori abusivi privi di licenza di caccia ed agli acquirenti va contestato il reato/delitto di ricettazione di fauna selvatica, non le semplici contravvenzioni della legge 157/92. Inoltre, vista l’evidente pericolosità sociale degli uccellatori, molti dei quali non risulta svolgano alcuna attività lavorativa e sono abitualmente dediti a traffici illeciti, dei cui proventi si sostentano, il Questore dovrebbe adottare nei loro confronti le misure di prevenzione previste dal Decreto Legislativo 159/2011. A partire dall’avviso orale, con il quale si intima al soggetto che delinque di tenere una condotta conforme alle leggi, per poi passare all’adozione di misure di prevenzione più stringenti e, se necessario, alle misure cautelari.

Non si tratta di strumenti nuovi, afferma sempre il CABS. Esistono da decenni e sono stati applicati altrove, con successo, anche a situazioni analoghe. Ad esempio è avvenuto a Cagliari, dove il Questore, su richiesta del CABS, ha disposto per numerosi uccellatori sia l’avviso orale che il foglio di via obbligatorio, costringendoli a cambiare condotta.

Gli uccelli selvatici non sono pomodori o zucchine, che si possono vendere sui banchi di un mercato, ma beni della collettività che il Governo Italiano si è impegnato in sede internazionale a tutelare. Deve dunque impedire che vengano catturati con le reti e che vengano pubblicamente venduti in luride gabbie piene di escrementi.” ha dichiarato Giovanni Malara, responsabile del CABS per la Sicilia – “Non daremo tregua alle autorità palermitane fino a quando quel mercato abusivo non verrà fatto finire!”

Il CABS si rivolge dunque ai Prefetti di Palermo e di Messina, quali rappresentanti del Governo, cui verrà formalizzata una precisa richiesta: tutte le Forze dell’Ordine, dai Carabinieri alla Polizia di Stato, dalla Guardia di Finanza al Corpo Forestale della Regione Sicilia, per finire alla Polizia Municipale devono intervenire per far cessare quella vergogna!

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