GEAPRESS – Eccoli qui, i due cinghialetti trovati dalla Polizia Provinciale di Terni, Distaccamento di Orvieto, all’interno di una gabbia trappola posizionata da un bracconiere. Erano talmente spaventati che è stato difficile, persino, poterli fotografare. Una scrofa, con i suoi cuccioli, si era avvicinata alla gabbia una volta attirata dalla pastura sistemata dal cacciatore di frodo. Due cinghialetti, allo scatto della trappola, sono rimasti intrappolati. Ora, grazie all’intervento della Polizia Provinciale coordinata dal Comandante Giandomenico Tardiolo, si sono potuti rincongiungere alla madre, sicuramente rimasta nei luoghi.

Un’abitudine frequente, a giudicare anche da altri interventi della Polizia Provinciale. Un’ abitudine, inoltre, anche costosa. Si tratta, infatti, di grosse gabbie elettrosaldate che richiedono non solo tempo e denaro per la loro costruzione, ma anche per il trasporto. Difficile non pensare al settore della ristorazione, ormai da più parti indicato, sempre a seguito di interventi delle Forze dell’Ordine, quale principale cliente di un sistema ben associato sia alle tecniche di bracconaggio che alla caccia legale. In alcuni casi, ad esempio, anche con l’azione dei cosiddetti cacciatori di selezione. Alcune indagini, in tal senso, sono in corso in Veneto, Marche, Toscana ed Emilia Romagna. Nessuno, almeno nei casi di bracconaggio, può però garantire la salubrità delle carni. Nessun veterinario le controlla, essendo la filiera interamente abusiva. Nessuno mai potrà dire per quanto tempo l’animale, già morto, è rimasto nella trappola. Marinature con aceto o i gusti forti dei condimenti usati per cuocere la selvaggina, si prestano bene a riciclare carni alterate.

La stessa Polizia Provinciale del Distaccamento di Orvieto, del resto, ha trovato una seconda gabbia. Era sporca di sangue. Un animale, verosimilmente, rimasto ferito è, poi, riuscito a scappare. Oppure, il bracconiere l’aveva centrato con un colpo di fucile o ucciso con una punta acuminata. La Polizia Provinciale ha atteso lungamente il cacciatore di frodo, rimendo appostata nei pressi. Niente, purtroppo non si è avvicinato nessuno a controllare il marchingegno infernale. Poteva esserci già l’animale, magari morto, come capita quasi sempre, ad esempio, per le trappole a tagliola o in quelle per gli uccelli. Viene da chiedersi chi, vivendo nell’illegalità, decide di disfarsi di alcune centinaia di euro di carne perchè alterata …

I sequestri delle due gabbie, da parte della Polizia Provinciale di Terni, sono avvenuti in località Sasso ed El Marina.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTOGALLERY: