GEAPRESS – E’ successo ieri mattina, intorno alle 7.30. Alcuni pescatori in servizio di guardiania presso lo stagno di Cabras, in provincia di Oristano, hanno sentito le fucilate. Subito dopo si è alzato in volo uno stormo di fenicotteri. I pescatori si sono subito avvicinati con la loro barca, ed hanno così trovato in acqua quattro fenicotteri. Tre purtroppo erano già morti. Uno, invece, ancora vivo.

Le indagini sono ora dirette dal Comando Stazione di Oristano, del Corpo Forestale della Regione Sardegna. Per gli inquirenti si tratta di un fenomeno molto grave e finora mai successo, almeno per la specie ed il numero di animali centrati dal fucile. Peraltro, commentano dalla Forestale, visto che il tutto è pure avvenuto con la luce del mattino, è ancor più difficile ipotizzare che un uccello come il fenicottero possa essere stato confuso con altro volatile.

Un atto, quello del bracconaggio ai danni del fenicottero, molto raro se non addirittura del tutto sconosciuto. Non è così, purtroppo per i rapaci, sia nelle giornate di caccia che in quelle di silenzio venatorio. Anzi, sempre secondo indiscrezioni raccolte dagli inquirenti, si sarebbe ultimamente registrato un aumento del numero di rapaci feriti da colpi di arma da fuoco.

Il fenicottero ferito è affidato ora alle cure del dott. Paolo Briguglio della Clinica Veterinaria Duemari di Oristano. Le radiografie, comunque, sono state eseguite anche sugli animali morti (foto della Clinica Veterinaria Duemari). Pallini da caccia del tipo di quelli che si utilizzano per gli anatidi. E’ stato questo munizionamento ad uccidere i due adulti ed il subadulto di fenicottero. Il quarto animale, quello ferito, è un adulto.

Il fenicottero – riferisce il dottore Briguglio a GeaPress – ha pallini in tutto il corpo, ivi compreso collo e colonna vertebrale. Ad ogni modo – aggiunge il dott. Briguglio – si registra un lieve miglioramento“.

Il povero animale, sebbene sia riuscito a migliorare la postura, non è ancora riuscito a rimettersi in piedi. Per il dott. Briguglio, però, è molto elevato il rischio di infezioni.

Da vent’anni mi occupo di recupero di animali selvatici – spiega il dott. Briguglio – fino a 300 all’anno, ma non avevo mai visto niente del genere“. Rapaci, anch’essi protetti dalla legge, impallinati, ma sui fenicotteri mai.

Il fenicottero, per quei luoghi, è quasi un simbolo, particolarmente legato alla stessa città di Oristano. Pochi dubbi da parte del dott. Bruguglio: “quello che è avvenuto è un puro atto di teppismo“.

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