GEAPRESS – Tutti presenti. I componenti della Giunta provinciale di Oristano, presieduta da Massimiliano de Senees (PdL), hanno votato lo scorso due ottobre in favore dell’abbattimento dei cormorani presenti negli stagni di Oristano (vedi delibera).

Un problema ripetuto e che si ricollega, fin dal primo decennio del 2000, ad analoghi esperimenti a suon di fucilate, giudicati però dalle Associazioni protezioniste per nulla efficaci. Anzi, si sarebbe pure evidenziato un sensibile calo numerico, specie nello stagno di Cabras, delle popolazioni di altre specie ornitiche.

Nel 2009, poi, l’Assessorato regionale all’Ambiente destinò alla Provincia di Oristano un finanziamento di ben 812.500 euro per “l’implementazione di studi ed alla prevenzione dei danni arrecati dai cormorani nei compendi ittici“. Anno singolare, di fatto coincidente con le polemiche al vetriolo proprio sugli abbattimenti negli stagni di Oristano.

Sta di fatto che proprio dal 2009 parte il filone che ha visto appaltato ad una cooperativa locale uno studio sui cormorani. Secondo la Provincia di Oristano si sarebbe ora evidenziata l’esistenza dell’impatto economico di questo uccello (protetto dalla normativa in vigore) sulle attività di pesca ma non si è ancora determinato il “quantum”. Dunque via agli abbattimenti eseguiti dagli stessi pescatori e coadiutori. Questa volta però, stando attenti alle Direttive comunitarie, ovvero, ad avviso della Provincia di Oristano, evitando ingerenza con altre specie.

Questo perché si sparerà solo in parti limitate degli Stagni di Cabras, Santa Giusta e Marceddì. A quanto corrispondono le parti limitate? A non oltre il 20% della superficie acquatica e con possibilità di estendere poi il tiro anche agli stagni minori. Dunque, uccelli acquatici, tutti con i tappi per non sentire i botti.

Gli abbattimenti non potranno inoltre riguardare più dell’1% dei cormorani, anche se, rilevano polemicamente LAC, Gruppo d’Intervento Giuridico ed Amici della Terra, già nei passati intervenni si ebbe a constatare una presenza massima di 5000 cormorani a fronte dei 15.000 previsti. Il tutto all’interno di aree tutelate da convenzioni internazionali.

Assenza di motivazioni ed altresì del parere dell’ISPRA, l’organo tecnico al quale lo Stato ha delegato gli aspetti gestionali della fauna. Scontato che, in caso di malaugurato accoglimento da parte dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, le tre Associazioni si rivolgeranno con specifico ricorso innanzi alla Commissione Europea. Si potrebbe così aprire una nuova procedura d’infrazione con il rischio di pesanti conseguenze per responsabilità in sede comunitaria dell’Italia e della Regione autonoma della Sardegna.

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