GEAPRESS – Alla Clinica Veterinaria Duemari di Oristano lo hanno chiamato “biancaneve”. Un dispetto fatto con simpatia. Un augurio di pronta guarigione per il povero cigno nero finito a fucilate, domenica scorsa, nello stagna di Cabras (OR) lo stesso dove sono stati uccisi quattro fenicotteri (vedi articolo GeaPress).

A lui qualcuno voleva augurargli però la morte. Secondo notizie circolate oggi sulla stampa sarda, sia dietro l’episodio di bracconaggio ai danni del cigno che quello occorso ai quattro fenicotteri, potrebbe nascondersi il mondo dell’imbalsamazione. Notizie, però, alla quale la Forestale della Regione Sardegna non dà grande credito. Anzi, secondo quanto riferito dal Commissario Forestale Giuseppino Serra l’ipotesi dell’imbalsamazione è quantomeno improbabile.

Di certo le indagini risultano molto difficili. Questo perché, spiega il Comando Stazione Forestale e di Vigilanza Ambientale di Oristano del Corpo Forestale della Regione Sardegna, domenica scorsa, quando è stato centrato il povero cigno, era giorno di caccia aperta e nello stagno di Cabras, c’erano numerosi cacciatori. Una fatto però è certo, e si legge nello stesso comunicato della Forestale. Quel cigno non poteva servire per l’alimentazione.

Intanto, per fortuna, il cigno nero non è più in pericolo di vita.

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