GEAPRESS – L’Assassino di Don Cassol, scambiato per un cinghiale dal cacciatore-bracconiere di Altamura, è già tornato a lavoro. Già agli arresti domiciliari, il sig. Giovanni Arduino, che accudisce l’anziana madre, potrà recarsi tutti i giorni nella fabbrica dove lavora. Don Cassol era stata centrato alla biforcazione dell’arteria addominale, da una proiettile calibro trenta, in uso proprio per la caccia al cinghiale.

Il bracconiere era un ottimo conoscitore dei luoghi, tanto che la sua condotta colposa  ha scatenato una serie infinita di polemiche sulla gestione della sorveglianza nel Parco dell’Alta Murgia. Secondo la Legge Nazionale sui parchi, la vigilanza spetterebbe a dei Nuclei di Guardie Forestali alle dipendenze funzionali del’Ente Parco. Il Direttore del Parco, dopo aver ricordato che il bivacco del povero Don Cassol non era autorizzato tanto da essere prevista una sanzione (fatto poi smentito dal Direttore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi) si era scagliato contro il Corpo Forestale, impegnato, però, anche nei disastrosi incendi che hanno imperversato nella zona.

GeaPress ricorda a questo proposito i dati forniti dallo stesso Corpo Forestale che hanno evidenziato, già nello scorso luglio, come Puglia e Sicilia siano state le uniche regioni italiane a far registrare un aumento degli incendi. La polemica sui controlli prosegue ora con le dimissioni dalla Comunità del Parco del Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli. Se pensavano prima  a mettersi d’accordo, magari si poteva evitare lo sbaglio del cacciatore, divenuto bracconiere, di Altamura che ora ritorna al suo lavoro. Nei giorni scorsi l’assassino di Don Cassol era stato perdonato dai familiari del parroco.  (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).