GEAPRESS – Secondo il Direttore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Fabio Modesti, il povero sacerdote bellunese ucciso da un cacciatore di frodo, avrebbe dovuto comunicare la sua presenza all’interno del Parco. Modesti, che ha espresso il cordoglio al Vescovo di Belluno, vuole precisarlo affinché futuri gruppi di preghiera possano essere opportunamente vigilati.

Viene da chiedersi, però, chi dovrebbe provvedere alla sorveglianza del Parco, considerato che lo stesso Parco Nazionale, istituito fin dal 2004, non ha un autonomo corpo di Guardie. A svelare il mistero ci pensa sempre il Direttore che se la prende con il Corpo Forestale dello Stato il quale, mentre la Direzione del Parco pubblicava le sue precisazioni, era impegnato in una operazione anti incendio. Quest’anno, infatti, il Parco dell’Alta Murgia è stato oggetto di ripetuti incendi, divampati spesso di notte.

Siamo impegnati giorni e notte – dicono a denti stretti i Forestali. Basta guardare le ore di straordinario. Solo quest’anno sono 1600, e solo nelle ultime settimane, sempre nell’area del Parco, si sono elevate due notizie di reato a bracconieri probabilmente di cinghiali.

Il disappunto per le dichiarazioni dell’Ente Parco sono forti tanto che il Corpo Forestale dello Stato ha diffuso ieri sera una nota dove vengono rispedite al mittente le critiche.

Il Corpo forestale dello Stato – si legge nella nota ufficiale – in risposta ad accuse tanto gravi quanto infondate, di insufficienza di controlli e mancanza di presenza sul territorio, risponde con forza ribadendo che i propri controlli sul territorio vengono ordinariamente svolti, data anche la priorità legata all’emergenza incendi boschivi in forte recrudescenza che nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, sono stati fortemente contenuti proprio grazie all’azione costante e decisa del personale del Corpo. Tutto il personale è fortemente impegnato 24 ore su 24, assicurando i servizi istituzionali di pertinenza della Forestale compreso, quindi, quello dell’antibracconaggio”.

A nome del Direttore del Parco sig. Modesti, infatti, erano apparse delle dichiarazioni che imputavano a presunte rivendicazioni sindacali del Corpo Forestale l’insufficienza dei controlli. Cosa, evidentemente, che ha provocato l’indignata reazione.

Le Legge quadro sulle aree protette 394 del 91 ha in effetti affidato al Controllo del Corpo Forestale la vigilanza sui parchi nazionali. Tale azione, oltre al monitoraggio, è affidata alle dipendenze funzionali dell’Ente Parco, ferme restando le attribuzioni di Polizia Giudiziaria e Pubblica Sicurezza dei Forestali. Per questo, secondo il CFS, l’attività dovrebbe essere nota, con particolare rifermento alla prevenzione e repressione dei reati legati all’abusivismo edilizio, agli incendi boschivi, alle discariche abusive, al bracconaggio. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).