Omicidio Don Cassol: escursionista o cinghiale è questione di punti di vista!
Aveva ragione il Ministro Brambilla.
GEAPRESS – Il cacciatore di Altamura che l’altro ieri, andato a cacciare di frodo, si è reso responsabile della morte di Don Francesco Cassol era, secondo l’avvocato difensore, un buon conoscitore del luogo. Il luogo, tanto per intenderci, era un parco dove la caccia è vietata tutto l’anno ma l’avvocato non ha precisato il motivo per cui il cacciatore cinquantunenne conoscesse i luoghi. Aveva visto delle sagome scambiate per cinghiali quindi, continua l’avvocato, dal suo punto di vista ha proceduto.
Questo punto di vista, però, rappresenta l’emblema di una abitudine talmente diffusa in Italia da dover far preoccupare seriamente anche per tutte le questioni sollevate la scorsa primavera e tese ad ampliare i periodi di caccia. Tali tesi vennero contrastate dal Ministro Brambilla proprio per i potenziali danni al turismo. Le principali associazioni venatorie italiane le dedicarono
una cartolina (vedi foto) da inviare a Berlusconi, rappresentante un tramonto armato di fuoco. Si invitava così il Presidente del Consiglio a mandare la Ministra a farsi una vacanza….
La casistica dei bracconieri di cinghiali è per l’Italia amplissima. Recentemente a Livorno si è dovuto ricorrere addirittura all’intervento degli artificieri perché, oltre a sedici fucili, cinque pistole, migliaia di munizioni, trappole del tipo di lacci e tagliole, alcuni chili di polvere da sparo e due carabine modificate, venne rinvenuto un marchingegno elettronico del tutto simile ad una bomba ad orologeria. Ma i cacciatori del luogo di invettiva ne hanno parecchio. Ad altri appassionati del ragù di cinghiale, infatti,
sono stati sequestrati finanche fiocine ed archi con frecce. E ancora, sempre a Livorno e sempre di notte, la caccia al cinghiale, nei boschi sopra Cecina, era concepita come una giostra che dava in premio cinghiali senza testa. Almeno 4-5 bracconieri erano appostati sparsi nel bosco. Fucilavano, decapitavano (vedi foto) ed una macchina che girava in continuazione prelevava il frutto del bottino.
A Vibo Valentia, invece, i bracconieri sono stati fermati già con il colpo in canna e forniti di un potentissimo puntatore laser. Oltre all’arma da guerre stellari furono sequestrati i “soliti” armamentari, ovvero tre fucili calibro 12, numerose cartucce a pallettoni e quattro potentissimi fari che avrebbero illuminato a giorno una vasta area.
In provincia di Cagliari, invece, oltre ai cinghiali ed all’armamento opportuno sono stati sequestrati anche dei tordi. Durante l’inseguimento dei bracconieri, avvenuto di notte, un forestale della Regione Sardegna è rimasto ferito.
A Reggio Calabria, invece, un bracconiere di cinghiali aveva deciso di dare fuoco, per snidare gli animali, ad un intero bosco. Per bloccare le fiamme sono dovuti intervenire due aerei antincendio. Le fiamme, però, hanno finito per bruciare la stessa automobile del bracconiere. E si potrebbe continuare così ancora per molto e solo per le cronache di quest’estate.
Intanto, a secondo dei punti di vista, un escursionista può essere un cinghiale e pertanto, come accaduto, può capitare, in Italia, di finire ammazzato.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).








GEAPRESS VERGOGNATI!!!!! ancora accostamenti inutili fra uno scellerato bracconiere e la nobile caccia!!
A sentire l’imperioso Antonio, sembra quasi che i cacciatori, visto che di nobile paragone ello si fregia, abbiano trovato l’uovo di colombo. La loro assicurazione vale più di mille polizze. Dunque, dal momento in cui un bracconiere è un cacciatore (nel senso letterario del termine) che delinque, alcuni nobil uomini ne deducono che appena commette un reato non è più cacciatore (anche dal punto di vista morale). Se il signore di Altamura ha commesso il reato è ovvio che rientra legalmente nella categoria del bracconiere (ci mancherebbe pure ….). Di questo passo è scontato che i cacciatori rimangono sempre e comunque di nobile stirpe. Possono anche uccidere un escursionista (ovviamente per tragico errore) e diventare non giudicabili perché il collega involgarito è decaduto bracconiere. In questa maniera i cacciatori hanno sempre la polizza (o coscienza) assicurata. Per chi ci crede …
Luigi De Petris
Che strano……. è così difficile far capire al sig. Luigi che esiste una netta differenza fra cacciatori e bracconieri!??!!!
Allora se per puro incidente il sig. Luigi integerrimo cittadino uccide con la macchina una persona è lecito chiamarlo pirata della strada??…..a voi la risposta!!!!!
Io la risposta la so, il Sig. Luigi non è affatto un pirata della strada, ma è stato vittima lui stesso di una fatalità o incidente che sia……noi cacciatori la pensiamo così……
Per farvi capire il BRACCONIERE che ha ucciso il prete in un’area protetta e in periodo di silenzio venatorio,ha agito come se un automobilista avesse ucciso una persona in una zona di divieto assoluto di transito o passando col semaforo rosso!!!!!!
GEAPRESS VERGOGNA!!!!!
per il signor Antonio: grazie e non c’è bisogno che si vergogni, l’importante è che altri leggano.
Luigi De Petris
Prego,sono assolutamente daccordo con lei!!!…..però sarebbe utile e civile che alle persone vengano proposti articoli veritieri e non faziosi……
Ci risiamo con l’esempio della macchina. Antò, ma lo vuoi capire che la macchina non è stata concepita per uccidere? Ogni oggetto può diventare un’arma, ma il fucile nasce solo con la funzione di sparare/uccidere. Anche se voi, a quanto pare, coi fucili ci fate all’ammore.
ma vergognati tu antonio di andare a caccia, di essere un cacciatore, di ucicdere animali senza pietà, devi solo vergognarti!!!!!!!!!!
oltretutto quel tizio ERA UN CACCIATORE CON REGOLARE LICENZA, lo volete capire o no???????????
finitela di fare questa ridicola separazione tra cacciatori e bracconieri!!!!finitela di dire stupidaggini sulle presunte differenze tra cacciatori e bracconieri!!!!piantatela di insultare l’intelligenza altrui con queste amenità!!!!
piantatela di difendere la caccia, che è una vergogna totale, una cosa mostruosa, disumana, becera, squallida, spregevole, orrenda, aberrante, abominevole!!!!
ma ci credono veramente alle idiozie che dicono????ma come si fa a credere a simili scemenze????paragonare la caccia alle auto, alle strade,…discorsi veramente ridicoli, folli, penosi…ma non si accorgono che dicendo ste cose deliranti fanno pessime figure e si mettono in ridicolo da soli??
Per tutti voi che la pensate a modo di giovanni: con voi non potrà mai esserci un serio confronto semplicemente perchè non lo accettate, vi chiudete a riccio e vi ritenete i depositari delle verità assolute. Questo non fa onore all’intelligenza umana, quella che alcuni di voi ne vorrebbe sbandierare la proprietà assoluta. Quello che cerco di dirvi (purtroppo invano) è che non potrà mai esserci un confronto costruttivo, anche a toni forti, se ognuno di noi non sceglie la strada del reciproco rispetto e soprattutto al di là delle bandiere ideologiche, poi si può discutere di tutto e realmente si possono ottenere risultati a cui lo scontro polemico di opinioni, come quello che volutamente ho innescato con giovanni, non portano a nessuna conclusione, ed ancor peggio, a nessun risultato.
Vi chiedo scusa per i toni polemici con cui ho esordito, ma l’ho fatto esclusivamente per sollevare l’attenzione e dimostrare l’inutilità di certi tipi di interventi. Il nostro Paese in tutti i suoi aspetti di vita politico-sociale non può permettersi più perdite di tempo, cosa che lo scontro sociale porterebbe inevitabilmente a ricadervici. Ricordiamoci che proprio nel caso in questione si scontrano forze che alla fine dei propri percorsi mirano a raggiungere lo stesso obbiettivo rappresentato dai valori della salvaguardia del patrimonio ambientale, di cui , non dimentichiamolo mai, l’uomo ne fa parte con tutte le sue attività. Colgo l’occassione per scusarmi pubblicamente con giovanni in quanto l’ho volutamente sollecitato convinto della sua reazione. Non era mia intenzione ridicolizzare la persona quanto mettere in rilievo l’acredine insensato che molte volte ho visto riversare sulla categoria di cui faccio parte. Spero di essere stato chiaro.
Saluti a tutti
la caccia non è nobile come su affermato, è ignobile
Sono anni che in questo periodo si ritrovano in quel paesaggio fantastico e loro non lo sapevano ??? Si sono recati li durante il giorno e nessuno li ha visti ?? La loro pubblicità e sicurezza 24 ore su 24. I proprietari delle masserie lo sapevano e loro no ??? E’ chiaro che è una tragedia e non può essere colpa del presidente del parco . Il presidente si poteva risparmiare la sua lettera , o nella lettera poteva esprimere il dolore della tragedia e non scaricare le colpe su altri. Tutti si sono resi conto della tragica fatalità furchè il direttore. Spett. direttore , presidente,( o meglio scarica barile ) ecc. ecc. per dignità si dimetta.
scritto da re 26/8/2010 14:14
In requiem di don Francesco Cassol PN Dolomiti Bellunesi Tutte le info Le ultime notizie: – UN PARCO PATRIMONIO DELL’UMANITA’ (22 Ago 10) – Intervista al presidente, Benedetto Fiori (18 Ago 10) – Dolomitipark.it tutto in inglese (18 Ago 10) Tutte le notizie da PN Dolomiti Bellunesi Don Francesco Cassol, parroco di Longarone, è morto nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Ucciso dalla fucilata di un bracconiere che non doveva essere lì, che non doveva avere un fucile da caccia di precisione di notte in un parco a caccia chiusa. Un cacciatore che sbagliando ha ucciso un uomo che faceva un ritiro spirituale. Don Francesco cercava Dio camminando e dormendo all’aria aperta e per questo bivaccava dove poteva, come da sempre si fa sulle nostre montagne. Anche nei parchi nazionali, infatti, è consentito il bivacco d’emergenza, mentre è da autorizzare il campeggio (con strutture e lunghe permanenze). A tutti i suoi cari, alla sua famiglia, a suo fratello Michele estensore del primo piano del parco e autore di tanti lavori importanti per la conservazione e fruizione di queste nostre Dolomiti, il più sentito cordoglio di tutto il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
Un computer con un accesso ad internet serve anche per informarsi, per capire, per conoscere. Anzi soprattutto per capire. Non è sempre necessario scrivere la prima cosa che ci passa per la testa, meglio stare zitti se non si sa bene di cosa si sta parlando. Questo è il link http://www.dolomitipark.it/it/ dettaglio.php?id=10508 del parco delle dolomiti bellunesi in cui don Francesco era solito camminare e anche bivaccare. Andate a leggerla e troverete la differenza tra bivacco e campeggio. Don Francesco non era uno sprovveduto e non esponeva a rischi nè la sua persona nè tanto meno le persona che accompagnava.
s
Il ragionamento del direttore del Parco offende la memoria di Don Francesco. Uccidere una persona è assimilato ad una ipotetica trasgressione di visitare e dormire in un parco, che per definizione è un luogo di visita ed una zona protetta. E’come se andaste in una riserva a raccogliere funghi o fiori e vi ritrovaste con una pallottola in corpo. Spero vivamente che questo “direttore” sia indagato per non aver garantito la sicurezza del territorio di cui era reponsabile.
scritto da chris 25/8/2010 17:52
Complimenti a Dolomiti….finalmente qualcuno ci dà notizie sul povero prete…….che non avevo dubbi, doveva essere una persona speciale per la vita che conduceva, che Dio lo abbia in gloria!
Mi associo al dolore e alla polemica di DOLOMITI.
LETTO SUL GAZZETTINO OGSabato 28 Agosto 2010,
Sulla vicenda di don Cassol, il consigliere regionale Dario Bond prende una posizione forte e si scaglia contro il direttore del Parco dell’Alta Murgia, Fabio Modesti: «Le sue dichiarazioni sono gravissime. Abbiamo anche noi parchi naturali e la prima regola che vale è quella dell’ospitalità, non della violenza. In tutti i parchi, comunque, è consentito il bivacco e dunque mi domando dove fosse la sorveglianza, soprattutto quella notturna. Il mio è un invito a non scaricare le responsabilità di controllo e a non cercare inutili scuse».
GI;
Cari amici Goumiers,
con il cuore gonfio di emozioni, ricordi, commozione abbiamo partecipato al funerale di Don Francesco nella cattedrale di Belluno e alla lunga veglia nella parrocchia di Mussoi che lo ha preceduto. Abbiamo visto tanto dolore, incredulità ma mai disperazione. Dalle testimonianze, dalle preghiere, dai suoi scritti sono emerse la ricchezza di una vita spesa per gli altri (specialmente gli ultimi, gli emarginati e i più indifesi) e per testimoniare la Fede in Gesù, maestro di Amore. Quando si presentava a un nuovo venuto soleva dire: “Don Francesco, sacerdote per la vita”. Questo egli è effettivamente stato. Un grande uomo, un grande sacerdote, un grande educatore, un grande amico per tutti noi.
Tra le tante cose che abbiamo appreso ieri è che egli è morto veramente povero: da anni, infatti, prima di partire per un raid Goum egli svuotava tutto quel che aveva sul conto corrente e lo regalava ai poveri. Tante volte abbiamo assistito noi stessi a come egli prendesse le distanze dalle cose materiali che a noi a volte appaiono così necessarie. Come Charles de Foucault egli cercava di rimanere aggrappato solo all’essenziale: Iesus Caritas. Con Charles de Foucault ha condiviso l’amore per il deserto, il vento, i grandi spazi, le stelle. Ed infine anche la morte violenta, apparentemente assurda, eppure così rilevatrice della grandezza delle loro anime. Avendolo conosciuto nutriamo la certezza che nel dialogo con Dio che ha preceduto la sua morte, dopo un primo momento forse di ribellione, egli abbia infine accettato di affidarsi a Lui. Di certo egli si preparava già da tempo a questo incontro facendo proprio l’invito del Vangelo: Estote Parati. In questo è stato anche un vero Scout e un vero Goumier.
Sentiamo ora il bisogno di ringraziare tutti coloro che ci hanno accolto in questi giorni, in particolare tutta la famiglia Cassol, che ci ha persino incoraggiati e consolati. Grazie al Vescovo Andrich e ai sacerdoti della Diocesi di Belluno per le loro parole e la capacità di ascolto. Grazie agli Scout d’Europa e dell’AGESCI per avere condiviso con noi la loro veglia e i sentimenti di amicizia verso Don Francesco. Vogliamo anche ringraziare la gente delle Murge e di Altamura per le parole belle e le azioni concrete di solidarietà che ci hanno manifestato. Il Vescovo di Altamura per l’aiuto prezioso ai Goumiers che stavano camminando con Don Francesco. Grazie anche agli operatori dei mezzi di comunicazione per la sensibilità che hanno usato nei confronti della nostra sofferenza e la serietà con cui hanno generalmente seguito questa complessa vicenda. Grazie infine a tutti voi Goumiers che siete venuti a Belluno e che in certi casi non siamo neppure riusciti a salutare o che ci avete scritto bellissime testimonianze. La maggior parte di esse verrà pubblicata nelle prossime ore in una sezione particolare del nostro sito web insieme ad alcuni articoli di Don Francesco.
Tante cose sono state scritte sui Goums in questi giorni sia da Goumiers che da altre persone. Nella loro generosità ed entusiasmo molti hanno cercato di spiegare la peculiarità della nostra esperienza. Insieme a cose belle sono state scritte anche tante inesattezze. Vogliamo quindi ricordare che gli unici siti “ufficiali” sono questo e quello francese http://www.goums.org. Chiediamo cortesemente a chi volesse parlare dei Goum di farlo tramite questo canale oppure a mero titolo personale.
Un abbraccio e un augurio di Buona strada.
Roberto e i vecchi Goumiers