GEAPRESS – Da stamani si apre ufficialmente la stagione venatoria 2010-2011. Di fatto, però, a ben guardare le vicende (anche mortali e non solo per gli animali) che hanno visto protagonista quotidiana la caccia di frodo, si potrebbe dire che forse non si è mai chiusa. Per non parlare della farsa della pre apertura al 1 settembre, attuata nella quasi totalità delle regioni italiane, e delle cosiddette cacce di selezione le quali continueranno ad impallinare gli ungulati fino a marzo per riprendere tre mesi dopo.

SPARARE ALLE SPECIE DEPAUPERATE QUANDO VUOI TU

In Italia sarà consentito sparare facendo scegliere al cacciatore il giorno che vorrà tra quelli consentiti. Di fatto si potrà anche sparare senza troppe difficoltà spostandosi tranquillamente da una zona all’altra, venendo così meno ad uno dei principi cardini della legislazione, ovvero legare il cacciatore al territorio. Lui però è uno spirito libero. Non solo: l’italico cacciatore potrà sparare finanche ad una graziosa anatroccola, la Canapiglia, ridotta in tutta Europa (!) a meno di 100.000 coppie (per non parlare dei 200 individui, bene che vada, del totale della popolazione italiana nidificante, stimata tra 50 e 100 coppie). Si potranno piombare anche animali appartenenti a specie “depauperate” (così come evidenziato dai tecnici incaricati dallo Stato al “buon” uso della legge sulla caccia) come la Quaglia e l’Allodola, oppure in evidente declino, come la Tortora ed il Frullino. Quest’ultimo, proprio secondo i tecnici dell’ISPRA (organo tecnico previsto dalla legge italiana sulla caccia), è presente in Italia con meno di 70.000 coppie. La Quaglia, invece, ne conta meno di 30.000. Quante ne vengono invece sparate? Nessuno lo sa, neanche l’ISPRA che dovrebbe elaborare i dati… che però nessuno, o quasi, gli invia (!). Hanno reso noti, però, quelli della “depauperata” Allodola, ma sono relativi a sole otto provincie e tre regioni per le quali, aggiunge GeasPress, rimane il dubbio che siano veramente esaustivi. Ad ogni modo in appena quattro stagioni di caccia ben 1.907.182 allodole sono state sicuramente ammazzate. E dire che la popolazione residua italiana è compresa tra appena mezzo milione ed un milione di individui.

SPARARE AI BAMBI

Ed i cuccioli? In Italia, soprattutto nel centro nord, è consentito sparare a Caprioli, Daini, Mufloni e Cinghiali. In pochi sanno però che è diffusamente consentito conficcargli il proiettile in testa un attimo dopo la nascita. In linea teorica si può attendere con calma che una femmina partorisca il piccolo per poi sparargli (sia alla femmina che al piccolo).

SPARARE ALLA STAGIONE TURISTICA

Non va meglio nelle Regioni che ancora potrebbero sfruttare il potenziale turistico estivo. In Calabria, ad esempio, viene consentita la caccia alle anatre, costruendosi un appostamento in spiaggia. Il malcapitato turista dovrà pertanto barcamenarsi tra appostamenti, pallini e cacciatori e se vorrà nuotare potrà imbattersi in papere di plastica colorata “made in china”. Sono gli stampi consentiti per richiamare i selvatici da sparare comodamente appostati sulla riva.

QUANTI SONO I CACCIATORI UFFICIALI

Sono in picchiata, ossia sempre meno. Nel 1980 ne venivano censiti 1.701.853, divenuti già due anni dopo 1.500.986. Nel 2007 erano a sua volta dimezzati: 751.876. Nella penultima stagione venatoria il Ministero delle Politiche Agricole confermava ancora l’esistenza in vita di 710.000 seguaci di Diana. La regione cacciatrice per eccellenza è la Toscana con 126.730 cacciatori, seguita da poco più di novantamila impallinatori lombardi e, più distanziati, da quelli laziali. Sono sempre meno, ma restano preda ambita delle industrie armiere e di politici, di tutti i colori, in cerca di facili consensi. Salvo forme locali più difficili da estirpare (come le tanto discusse cacce in deroga) l’invenzione della caccia come tradizione non regge ad alcun confronto storico. In molte regioni italiane, infatti, la caccia era un doloroso (..per gli animali) sfizio per aristocratici. Durante il ventennio, però, fu rinvigorita con la caccia di popolo per la quale fu regalato l’assurdo articolo del Codice Civile (tutt’ora in vigore) che consente ai cacciatori di scavalcare le recinzioni delle proprietà private anche con l’opposizione del proprietario. Neanche le indagini di Polizia hanno una così assoluta prerogativa.

LE “TRADIZIONI” IN DEROGA. IN ALCUNE REGIONI E’ REATO, IN ALTRE SI DIVENTA SCIENZIATI

Se catturi uccellini in Sicilia come in Campania commetti un reato, ma se lo fai in Lombardia piuttosto che in Veneto, la fatina della legge nazionale sulla caccia ti converte in una deliziosa musa dell’ornitologia. La zucca che diventa lussuosa carrozza è invece il roccolo che consiste, secondo la Lega Abolizione Caccia, nell’allestimento di giardini artificiali circondati da alberi dove gli uccellini vengono richiamati dal canto dei loro simili tenuti in gabbia dai cacciatori. La LAC stima che tra il 2004 ed il 2005 siano stati catturati dai roccoli italiani non meno di 527.520 uccellini, di cui 72.075 solo nel 2005. Quelli invece uccisi nell’intera annata venatoria, in tutte le Regioni e per tutte le forma di caccia, sono invece non meno di diciassette milioni.

I NUOVI INVESTIGATORI ANTICACCIA

Con una singolare manifestazione svoltasi ieri a Milano (vedi foto di copertina), due corpi dipinti da uccellini privi di vita accasciati sulla bandiera italiana insanguinata, la LAC e la Lush Italia, hanno reso noto che a breve partiranno i corsi diretti da Terry Spamer, già addestratore della Forze dell’Ordine inglesi, specializzato nella lotta e nell’investigazione delle pratiche contro gli animali. L’iniziativa “Liberi di Volare” sarà resa possibile grazie al contributo della Lush, nota azienda di cosmetici freschi e fatti a mano d’ispirazione vegana, ed avrà lo scopo di fermare la “licenza di uccidere” enormi quantità di piccoli uccelli in Italia. La meta da raggiungere è duplice: sensibilizzare l’opinione pubblica e rendere possibile la formazione dei volontari per l’attività di controllo della caccia illegale. Intanto proprio ieri si è conclusa la manifestazione anti caccia di Venezia (vedi foto ed articolo GeaPress). Centinaia di persone, almeno un migliaio solo alla partenza, hanno sfilato sotto la pioggia battente per dire senza equivoci un chiaro NO ALLA CACCIA.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).