GEAPRESS – Alla vista dei Carabinieri si era offeso per l’irruzione in casa. Lui, l’onesto, non aveva mai praticato caccia di frodo, e non era neanche cacciatore. Vero, infatti non aveva il porto d’armi. A casa sua, però, custodiva 250 cartucce di diverso calibro, un pugnale, una carabina ed addirittura trecento trappole del tipo laccio-cappio, per la cattura degli animali selvatici.

I Carabinieri di Piombino erano arrivati a lui a colpo sicuro. Erano pervenute parecchie segnalazioni relative alla sua attività venatoria. Era, inoltre, già conosciuto dalla giustizia. Incredibilmente, però, la perquisizione non dava i risultati previsti. Dopo avergli esaminato pezzo pezzo tutta la casa, neanche un granello di polvere da sparo. Il tipo, sicuro di sé, si è finanche lamentato che potessero avere sospettato di lui. Poi la scoperta.

Dietro casa, infatti, vi era un secondo locale e le sicurezze dell’ onest’uomo sono infine crollate. Carabina, pugnale, munizioni e trappole sono state poste sotto sequestro. La scorsa estate un altro bracconiere della provincia di Livorno era stato rintracciato con un piccolo arsenale (vedi articolo GeaPress). In quel caso, a dire il vero, i suoi marchingegni, sistemati per la cattura dei cinghiali, avevano causato un allarme bomba, tanto da far richiedere l’intervento degli artificieri. Era invece l’armamentario del bracconiere. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).