GEAPRESS – E’ già successo tre anni addietro e la storia, ora, si ripete. Siamo sempre nella provincia di Novara, frazione di Bicocca. Piccioni centrati da colpi di fucile, su mandato della Provincia. Piccioni lasciati in terra, sia morti che feriti. Solo ieri i volontari della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) ne hanno raccolti, già morti, ben 19. Poi tre ancora vivi, per i quali si è reso necessario il ricorso alle cure urgenti del Veterinario. Erano in terra moribondi.

Secondo quanto denunciato dalla LAC, per richiedere l’uomo armato, basta una telefonata all’ufficio competente della Provincia. E’ successo così nella cascina Farzà, frazione di Bicocca, ieri mattina. Piccioni giustiziati, senza appello, dicono sempre alla LAC. Il segnalatore, a quanto pare, può essere una persona qualunque. Appena vedi un piccione, si spara a vista.

Un problema, quello dei piccioni fucilati, che si basa su presupposti danni all’agricoltura e/o sanitari. Un intervento ormai antico che non serve, però, a niente. Ci sono altri metodo, dicono gli animalisti. A Bressanone (BZ), ad esempio, vengono sostituite le uova deposte con un quelle finte, mentre validi provvedimenti potrebbero essere messi in campo con l’installazione di dissuasori e l’occlusione, prima della nidificazione, dei siti utilizzati per la deposizione. In molti casi si tratta di luoghi già noti, tanto da potersi rendere perfettamente attuabile, già nel rilascio dell’autorizzazione edilizia, il divieto di prevedere strutture architettoniche che potrebbero divenire ideali nidi per piccioni.

E dire che la Regione Piemonte, già nel 1998, aveva emanato le linee guida per il controllo della specie. Linee guida, denuncia sempre la LAC, regolarmente disattese. Si continua così ad utilizzare il fucile. Un metodo cruento ed effimero. Abbattimento degli animali, ma luoghi intatti per la nidificazione. Poi le scene raccapriccianti che si prospettano ai passanti. Carcasse di colombi sparse un po’ ovunque ed animali agonizzanti in terra. Quanto basta per una denuncia che in queste ore i legali della LAC stanno predisponendo. Il reato ipotizzato è la violazione dell’art. 544/ter del Codice Penale, maltrattamento di animali. L’appello alla Provincia di Novara, invece, è quello di sospendere immediatamente gli abbattimenti, oltre che esonerare chi ha dimostrato tanta incuria e crudeltà.

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