GEAPRESS – Oltre 14.000 firme, raccolte in soli sei mesi, sono state consegnate questa mattina al Senato della Repubblica per chiedere l’abolizione in toto della caccia. A guidare l’iniziativa le associazioni Lac, Oipa e Il Movimento Vegetariano No alla caccia, che hanno fatto sapere che proseguiranno la raccolta dei consensi a fianco di molte altre realtà del movimento animalista che nel frattempo si sono fatte avanti.

Intendiamo reagire alla situazione italiana che rappresenta un’anomalia in Europa: solo da noi vengono concessi ai cacciatori dei privilegi che non esistono da nessuna altra parte” ha spiegato Giovanna Di Stefano dell’Oipa a Leonora Pigliucci di GeaPress “basti pensare al diritto, concesso solo a loro e a nessun altro cittadino italiano, di violare la proprietà privata entrando nei terreni altrui con le armi e senza bisogno di alcuna autorizzazione”.

E gli effetti di una politica estremamente permissiva nei confronti dei cacciatori (le pre-aperture e i ritardi nella chiusura della stagione sono ogni anno praticamente la norma) oltre all’insufficienza dei controlli, si ripercuotono drammaticamente sulla biodiversità: ogni anno cadono vittime delle doppiette e delle trappole 100 milioni di animali di 49 specie tra mammiferi e uccelli. Di questi molti sono animali protetti che restano feriti o uccisi dai bracconieri e dai cacciatori che li abbattono per errore.

Oltre al dramma di quelli che muoiono immediatamente”, continua Di Stefano, “c’è infatti da tener conto di un terzo dei colpiti che rimangono feriti, che non vengono recuperati dai cacciatori e agonizzano per giorni. Altri vengono letteralmente torturati per essere usati come richiami vivi: li accecano o li chiudono per mesi al buio, per farli poi cantare fuori stagione e ingannare così i compagni che si avvicinano ai fucili”.

Ma ciò che più grave”, prosegue Carlo Consiglio, Presidente della Lac, “sono le motivazioni di tutto questo scempio: solo divertimento e non certo il bisogno del sostentamento che armava la mano degli uomini nel passato”.

Ed è anche per l’inutilità reale della caccia che il numero di coloro che la praticano è in declino e che si tratta quasi sempre di persone anziane legate a una mentalità superata. In Italia i cacciatori sono solo 700.000, all’incirca l’1% della popolazione, e si concentrano sopratutto in Toscana, dove ne risiedono oltre 100.000, seguita da Lombardia e Lazio. Una risicata minoranza che, nonostante la manifesta contrarietà alla caccia della maggioranza degli italiani, l’80% dei cittadini secondo un recente sondaggio Ipsos, è in grado però di influenzare pesantemente la politica del nostro Paese.

Un atteggiamento filovenatorio che”, come ha spiegato Floriana Saracino del Movimento Vegetariano No alla caccia, “costa caro anche in termini economici: la Ue ha infatti condannato l’Italia già 4 volte per il non rispetto dei limiti fondamentali alla protezione dell’ambiente”.

Delle istanze degli animalisti si sono fatti portavoce i Senatori del partito dei Radicali Donatella Poretti e Marco Perduca, presenti all’incontro di questa mattina: la Senatrice Poretti ha sottolineato l’importanza che le leggi si allineino ad una sensibilità per gli animali che è ormai molto diffusa tra la popolazione italiana, mentre il senatore Perduca ha evidenziato la necessità di portare avanti battaglie non solo politiche, ma culturali, che estendano la riconsiderazione dei diritti degli animali a tutti gli ambiti dello sfruttamento, dalla caccia alle condizioni da “campo di concentramento” degli animali nell’industria della carne.

All’incontro in Senato ha partecipato anche Loredana Pronio, dell’Udc, che ha spiegato come non si debbano considerare gli abusi sugli animali come questioni marginali, poiché spesso sono direttamente condizionate dagli interessi delle mafie. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).