piviere dorato
GEAPRESS – Un grave atto di bracconaggio perpetrato all’interno della Riserva Naturale “Sughereta di Niscemi”. Un gioiello della natura siciliana più volte al centro delle denuncie della LIPU proprio per la mancata vigilanza venatoria.

A rimanere vittima dei fucili è stato questa volta un raro Piviere dorato, una specie di volatile  protetta dalla legge. Per la LIPU, si tratta di un ennesimo atto di bracconaggio avvenuto, peraltro, lungo un sentiero che guida i turisti e le scolaresche nella folta macchia mediterranea.

Proprio tra le secolari querce da sughero di contrada Pisciotto, i volontari della sezione LIPU di Niscemi su segnalazione di un socio del C.E.A. Niscemi hanno trovato un Piviere dorato (Pluvialis apicaria) freddato da un colpo di fucile.

In Italia, questo piccolo uccello è una specie non cacciabile, protetta ai sensi della Legge 157 dell’11 febbraio 1992.

Da attivisti – spiega Manuel Andrea Zafarana, delegato della Sezione LIPU di Niscemi – ci siamo trovati in una situazione davvero triste, dovendo spiegare a bambini e visitatori accorsi sul luogo che questo affascinante uccello ha percorso migliaia di chilometri per poi trovare la morte qui. La situazione è diventata insostenibile. L’assenza di controlli e la continua presenza di bracconieri all’interno dell’area protetta mette a repentaglio soprattutto l’incolumità di visitatori, raccoglitori di funghi, turisti e cicloamatori. Abbiamo denunciato l’accaduto alla Forestale richiedendo espressamente maggiori controlli e stiamo lavorando, assieme alle altre realtà associative locali, ad un dossier di denuncia per segnalare i numerosi illeciti. Da parte nostra – conclude il responsabile LIPU – continuerà l’impegno di volontariato e il controllo delle aree a rischio“.

Il limicolo, che prende il nome dalle caratteristiche macchie dorate della livrea invernale, gode di particolare protezione (è ascritto in Allegato I della Direttiva Uccelli 2009/147/CE), in quanto il suo stato di conservazione è sfavorevole in tutta l’Unione Europea; inoltre, per la specie, sono richiesti accordi internazionali per la conservazione, la gestione (Convenzione di Bonn, all. II) e il suo sfruttamento (Convenzione di Berna, all. III).

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati