terra dei fuochi
GEAPRESS – Un territorio che verserebbe in stato di abbandono oltre che ad essere caratterizzato  dall’attività venatoria  svolta in violazione delle norme di legge.

Questo quanto sostenuto dalle Guardie volontarie LIPU ed ENPA e divenuto oggetto di  una istanza al Prefetto di Napoli con la quale si chiede il diveto di caccia nella tristemente nota “terra dei fuochi”.

Nell’istanza vengono ricordate le minacce subite, nello scorso mese di settembre, dalle Guardie delle due associazioni da parte di un bracconiere armato poi identificato dal Commissariato di Pubblica Sicurezza competente. Appena due giorni addietro, invece, un’operazione di polizia diretta dal Commissariato di Giugliano nel territorio di Cuma, aveva portato al sanzionamento di molti cacciatori.

La LIPU ricorda inoltre  i sopralluoghi notturni eseguiti nel territorio di Giugliano, Acerra, Caivano, Lago Patria, Licola e Cuma, risultati “infestati” dai richiami acustici il cui uso venatorio è vietato dalla legge.  Un fenomeno, quello del bracconaggio, in “esplosione” grazie anche dalla scarsità dei controlli.

Vi è però un altro aspetto sottolineato dalla LIPU che sembra essere ignorato da molti: considerata la particolarità dei posti, non può escludersi la veicolazione di inquinanti qualora la fauna venisse mangiata.

Per questi motivi la LIPU chiede al Prefetto di Napoli un intervento urgente affinchè venga  sospesa l’attività venatoria nel territorio della “terra dei fuochi” ricadente nella provincia di Napoli.

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