GEAPRESS – La notizia è stata diffusa l’altro ieri da Il Mattino di Napoli ed ha poi riempito le pagine di parecchi giornali. Questo a causa dell’insolito “oggetto” della rapina a mano armata avvenuta nel quartiere Arenaccia. Un cardellino bianco e poi, tanto per evitare sbagli, pure un secondo cardellino privo di aberrazioni cromatiche ed esposto nello stesso negozio di elettrodomestici. Fatto questo che fa presupporre un furto su commissione affidato a non esperti della materia, ovvero quella afferente agli allevatori del piccolo fringillide protetto dalla legge. Una protezione in molti casi virtuale visto l’esiguità della pena che colpisce chi cattura, detiene o vende tali animali. Un blando reato di natura contravvenzionale che nulla può contro un commercio che fattura ogni anno in Italia non pochi milioni di euro.

Diciamo subito che il cardellino bianco rubato nel negozio di elettrodomestici non poteva essere di cattura. L’aberrazione cromatica, infatti, è apparsa alcune decine di anni addietro presso un noto allevatore straniero. Poi gli incroci tra consanguinei hanno generato linee di discendenza pura. Stante quanto dichiarato dal commerciante rapinato, nei giorni antecedenti un suo cliente si era intestardito a voler acquistare l’uccellino. Era partito da una cifra di alcune migliaia di euro fino ad arrivare a proporne ben 50.000. Ad ogni modo rimane il dubbio del perché un uomo dedito al crimine, volesse spendere ben 50.000 euro per acquistare un volatile che quasi sicuramente non ha nel mercato quel valore.

Chi non è molto convinto delle reali intenzioni del presunto cliente e mandante di rapine è Saverio Mazzarella, Responsabile delle Guardie Venatorie volontarie di Aversa che, nel corso della sua attività di sorveglianza, di cardellini ne ha sequestrati diverse migliaia. Per Mazzarella, infatti, è probabile che il finto cliente stesse semplicemente facendo perdere del tempo al commerciante, studiandosi nel frattempo non il piumaggio ma bensì il canto del cardellino. Poi, forse, pure come mettere in atto il furto.

Il prezzo di un cardellino ricercato solo per il singolare piumaggio, rimane in genere compreso tra le 400 e le 1500 euro. Un cardellino con un buon canto può fruttarne, invece, decisamente di più. Mazzarella cita a questo proposito un’asta tenutasi nel 2010 in Texas dove un cardellino con un canto particolare è stato venduto per una cifra utile a comprarsi un’intera villa. Di fatto gli uccellini maggiormente quotati sono i portatori di canto, ovvero i cosiddetti “di passato”. Gorgheggi e versi per orecchio fino. Veri intenditori di animali che prima testano il canto e poi espongono gli uccellini in luoghi privati. Qui verranno messi all’asta per un pubblico di soli intenditori.

Un mercato fatto non solo di gabbiette e reti per uccellagione ma anche di file mp3 e relativi riproduttori. Ad un buon cardellino, spiega Mazzarella, viene subito registrato il canto. Il file audio viene poi riprodotto amplificandolo all’interno degli allevamenti con il fine di imprimere il giusto tono ai cardellini o agli incroci con le femmine di canarino. Questi ultimi sono gli “incardellati”. Attenzione alla sequenza base che sembra uscita dall’ugola strampalata di un buontempone alla ricerca dell’ultimo scherzo. “Zippè zippè, blè blè, pirziò“. Così deve cantare un cardellino, mentre l’incardellato può avere qualche strofa in più ma pur sempre all’interno della strada maestra del .. pirziò. Attenzione ad inserire in allevamento soggetti non idonei. Si rovinerebbe l’intero lavoro. Se invece il tutto va per il verso giusto il valore acquisito frutterà non solo nel caso di vendita, ma anche per le gare di canto. Ad ogni modo il prezzo di vendita oscilla da un minimo di 200-300 euro fino a 20.000 euro. 50.000 euro, però, sembrano un po’ troppi. Cosa aveva di così particolare il cardellino del negozio di elettrodomestici? Come avrebbe dichiarato il commerciante, l’uccellino era stato da lui visto nascere. Sicuramente c’e da giurare che in molti ora stanno pensando a quell’allevamento.

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