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GEAPRESS – Tra i reati più diffusi in Italia ai danni degli animali. Sono quelli di bracconaggio e commercio illegale di specie animali protette. Lo dimostra ancora una volta, l’abbattimento di un animale particolarmente protetto. E’ avvenuto nei giorni scordi nei monti Lattari, in provincia di Napoli, dove a rimanere ferita da una fucilata è stata un Aquila minore. Un fatto, afferma il WWF, che dovrebbe imporre ancor di più della legge che invece, oggi, relega tali gravi comportamenti tra i cosiddetti “reati minori”.

L’Aquila minore è stata recuperata grazie all’intervento dalla Guardia di Finanza, Compagnia di Castellammare di Stabia ed è attualmente ricoverata presso il CRAS di Napoli. L’animale è stato colpito all’interno dell’area protetta all’inizio della stagione di caccia.

Sul caso si è sollevata la protesta delle associazioni CABS, ENPA, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF che hanno stigmatizzato il pesantissimo bilancio del fenomeno del bracconaggio in Campania. Stessa sorte è inoltre toccata ad un Fenicottero rosa, nei pressi di Battipaglia (SA).

“Il bollettino è nutrito – affermano le associazioni – Sempre ad opera di bracconieri sono stati abbattuti nella riserva Ramsar dei Variconi, Riserva foce Volturno Costa di Licola una Poiana ed un Gheppio, ad Ischia uno sparviere e cosi via…. Assistiamo inermi ad un vero e proprio attacco da parte di bracconieri, alla fauna migratoria e stanziale, specie particolarmente protette, il tutto a partire proprio dall’apertura della stagione venatoria”.

Sono dunque molti gli esemplari di avifauna protetta colpiti da doppiette facili che non risparmiano specie preziose ed utili ed in via di estinzione o comunque vietati dalle normative vigenti sull’attività venatoria, in quanto “ specie non cacciabili”.

Le associazioni manifestano dunque tutta la preoccupazione per il dilagare del fenomeno del bracconaggio in Campania che assume i contorni di vera e propria criminalità quando vengono abbattuti esemplari di specie particolarmente protette e di inconfondibile determinazione zoologica. Un rapace, ad esempio, ha un portamento, modalità di volo e caratteristiche morfologiche ed etologiche che fanno capire da subito di che animale si tratta e il bracconiere che spara un determinato animale lo fa di proposito, consapevole di commettere un gravissimo Crimine contro la Natura.

In altre parole, spiegano le associazioni CABS, ENPA, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF c’è bisogno di maggiore controllo del territorio, di maggiori forze di polizia che abbiano la possibilità di contrastare tale fenomeno attuando una vera e propria lotta al bracconaggio ed a tutte le forme di aggressione alla Natura e all’ambiente in Campania.

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