GEAPRESS – La selvaggina abbattuta sembrava non dovesse mai finire. Uno dopo l’altro dalla macchina del bracconiere sono saltati fuori ben sessantuno conigli più un grosso istrice. Quanto però successo la mattina del 7 settembre nelle campagna di Mussomeli (CL), è comunque molto più grave e pericoloso della sola conta dell’infinito carniere. I bracconieri infatti sono stati avvistati dalla Guardia di Finanza all’una del mattino. In assoluta tranquillità tre uomini sparavano dai finestrini del potente fuoristrada in movimento. Due, tre colpi alla volta, per un totale di non meno di centotrenta colpi fino all’intervento dei militari diretti dal Maresciallo Ricotta della Tenenza di Mussomeli. Con i fari i bracconieri abbagliavano i poveri conigli e subito sparavano rimanendo comodamente seduti in auto. L’animale, raggiunto dalla rosa dei pallini, saltava in aria.

I militari li avevano avvistati ancora molto distanti, e dalla loro i bracconieri avevano il fuoristrada e l’ottima conoscenza del luogo. Nel buio della notte, in una zona impervia e con strade di campagna quasi impraticabili la Guardia di Finanza ha dovuto giocare d’astuzia, spegnendo i fari, fermandosi all’occorrenza e tentando di anticipare le mosse dei bracconieri. Infine la svolta. Raggiunta la cima di una collina i bracconieri si sono ritrovati, senza essersene accorti, in una zona più agevole per essere fermati. La Finanza aveva nel frattempo guadagnato molta strada. La conoscenza però di quelle sperdute strade di campagna, dove non è un caso trovarsi a passare, ha fornito l’ultima carta a due dei tre bracconieri i quali, una volta apparsi i finanzieri, sono riusciti a dileguarsi con i fucili gettandosi a capofitto nel buio di una zona impervia. Il terzo uomo, invece, è stato fermato ancora nella macchina.

All’apertura del cofano l’incredibile sorpresa. I corpi di sessantuno conigli ed un grosso istrice ammassati acconto a decine di munizioni ancora da utilizzare. Il fermo è avvenuto intorno alle tre del mattino, ma è occorsa tutta la notte per tornare indietro ed espletare tutte le procedure per il sequestro degli animali morti e delle munizioni, oltre che la denuncia del presunto bracconiere.

I controlli della Guardia di Finanza continueranno nei prossimi giorni. Si aggiungeranno ad una serie di successi che, oltre all’ attività prettamente di natura fiscale, ha visto impegnati i militari. Tra questi le denunce dei frantoi sorpresi a riversare la nera acqua di “vegetazione” lasciata scorrere nei canali e da qui nei torrenti del nisseno. Le perquisizioni a bracconieri di uccelli rapaci, una delle quali scaturita dopo la trafugazione, dal nido, dei piccoli della rarissima Aquila del Bonelli. In più, controlli nei depuratori e la scoperta di discariche abusive. Un carniere ricco, ma di reati perseguiti.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).