GEAPRESS – Con i tagli di Monti l’antibracconaggio rischia di diventare solo “anti”. Il rischio è stato paventato dall’eurodeputato IdV Andrea Zanoni nel corso di un incontro con il Capo della Forestale Cesare Patrone. Per l’Eurodeputato, tagliare i fondi destinati al Corpo Forestale vuol dire mettere i bastoni tra le ruote a professionisti impegnati quotidianamente nella tutela dell’ambiente e nella protezione dell’intera fauna selvatica.

E’ fondamentale mantenere la massima efficienza ed operatività del Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) – ha dichiarato l’On.le Zanoni – che in questi anni ha ottenuto importantissimi risultati ad esempio contro il bracconaggio purtroppo dilagante in Italia”.

Zanoni, inoltre, ha avuto modo di soffermarsi su alcuni aspetti particolarmente significativi dell’attività del Nucleo specializzato della Forestale. Il bresciano, innanzi tutto, dove ogni anno vengono denunciati centinaia di cacciatori che violano la legge. Poi l’isola di Ponza e lo Stretto di Messina. Tutte situazioni di particolare criticità. Quindi, l’appello al Ministro Clini: meglio impegnarci di più ora in attività antibracconaggio piuttosto che dover pagare dopo milioni di euro a Bruxelles per le multe dovute alle violazioni delle normative comunitarie a causa della caccia illegale.

Zanoni conclude con uno sguardo al suo Veneto: “Patrone mi ha confermato purtroppo che la Regione Veneto è l’unica regione d’Italia che non ha stipulato una convenzione con il Corpo forestale”.

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