GEAPRESS – Un po’ come il cacciatore parlapispola denunciato dalle Guardie WWF nel bresciano. Nonostante il richiamo acustico continuava ad emettere il canto degli uccelli dal taschino del gilet …, lui negava ogni evidenza (vedi articolo GeaPress). I fatti, grosso modo, si sono ora ripetuti nell’area comunale di Monterchi, in provincia di Arezzo. Prima strani colpi di fucile che non interrompevano il canto degli uccelli (in realtà era la registrazione utile ad attirare i volatili selvatici), poi una scena surreale più volte confermata nel negare oltre ogni evidenza.

I fatti sono avvenuti lunedì scorso nei pressi del torrente Sovara ed hanno visto coinvolto un cacciatore del luogo trovato in possesso sia del richiamo acustico del quale la legge ne vieta l’uso, che di ben 29 fringuelli. Specie, questa, protetta dalla legge. Ad intervenire, gli Agenti del Comando Stazione di Sansepolcro del Corpo Forestale dello Stato. Alla vista della Forestale, il cacciatore ha prima cercato di nascondere sia i fringuelli abbattuti che il richiamo. Poi ha contestato il possesso dell’apparecchio illegale. Infine riferiva di non aver ucciso niente, nonostante la Forestale gli avesse intimato di mostrare il luogo ove aveva tentato di occultare i poveri volatili.

Come se tutto ciò non bastasse, ha negato pure il possesso dell’automobile posteggiata nei pressi. Era stato accompagnato da un amico, avrebbe riferito. Verificata la proprietà della vettura, ovvero del cacciatore cinquantenne di Anghiari, la Forestale ha così eseguito la perquisizione del mezzo. Al suo interno 29 fringuelli da poco abbattuti e 179 cartucce.

Per il cacciatore, la denuncia per l’abbattimento di specie protette oltre che per l’uso del richiamo elettrico.

Gli Agenti della Forestale hanno provveduto anche al sequestro del fucile, delle munizioni, della selvaggina rinvenuta e del richiamo.

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