nutria
GEAPRESS – La recente nuova legge, spiega la Provincia di Modena, classifica le nutrie alla pari di topi, ratti e talpe. In tal maniera la competenza è del Comune, nell’ambito della tutela igienico-sanitaria, mentre in precedenza, essendo inserite nella norma nazionale sulla fauna selvatica, erano di competenza della Provincia tramite i piani di controllo.

Le ordinanze dei Comuni, approvate in base a una ordinanza tipo indicata dall’ente provinciale per risolvere le difficoltà di applicazione delle nuove norme e chiarire le modalità di gestione, consentiranno di far ripartire a pieno ritmo i piani di controllo. Ad annunciarlo è sempre la Provincia di Modena che anticipa altresì come i provvedimenti del Comuni regoleranno i piani di abbattimento. Per questi saranno a disposizione circa 500 coadiutori autorizzati nel rispetto delle regole sull’attività venatoria. In pratica, si tratta di cacciatori-coadiutori messi a disposizione dagli Ambiti Territoriali di Caccia.

Intanto sono quasi 300 le nutrie abbattute dalla Polizia provinciale nel corso di un intervento che si è svolto la scorsa settimana. Ad essere maggiormente interessata è l’area lungo il fiume Secchia tra Carpi e Concordia. Interventi si sono altresì svolti sul Panaro a S.Felice e a Finale Emilia e lungo alcuni canali a Mirandola. L’obiettivo, riporta sempre la Provincia, “è quello di garantire una maggiore sicurezza sugli argini, la cui stabilità è minacciata dalle tane scavate da questi roditori. E nei prossimi giorni è in programma un nuovo intervento lungo i fiumi“.

Da diversi anni la Provincia ha messo a punto un piano straordinario di controllo sui corsi d’acqua: in sei anni sono state abbattuti circa 51 mila animali di cui quasi sei mila nel 2014.

Secondo quanto reso noto dalla Provincia di Modena “le nutrie sono dannose per gli argini non solo a causa delle tane ma anche perché distruggono in profondità la vegetazione contribuendo a rendere le rive meno stabili e più facilmente soggette a frane”.

La nutria è un roditore di grossa taglia (arrivano a pesare anche oltre dieci chili) originario del Sudamerica e introdotto in Europa negli anni ’20 per la produzione di pellicce (il cosiddetto castorino). Dopo la crisi di questa attività, la nutria, non essendo cacciate e in assenza di predatori naturali, ha iniziato a moltiplicarsi velocemente in tutta Europa. Nel modenese la nutria è arrivata intorno ai primi anni ’80; i comuni  più interessati sono quelli dell’area nord.

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