GEAPRESS – Presa di posizione del Ministro Catania il quale, nella riunione del 5 settembre che si terrà con gli Assessori regionali all’Agricoltura, vorrebbe proporre il blocco della pre apertura della stagione venatoria. Un provvedimento dettato dagli effetti dei devastanti incendi di questa estate e sottolineato anche dalla stessa ISPRA in un documento (SCARICA DOCUMENTO ISPRA), inviato su richiesta dell’Eurodeputo Andrea Zanoni. Lo stesso documento è stato poi inviato dall’ISPRA a tutte le Regioni italiane, e per conoscenza ai Ministeri competenti. Ricordiamo che l’ISPRA è l’organo tecnico al quale lo Stato ha delegato importanti funzioni sulla gestione della fauna selvatica.

Quello che non si capisce, però, è perché il Ministro non intervenga immediatamente, visto che con la pre apertura, prima del cinque settembre, sono già disponibili due giorni di caccia. Non solo. Potrebbero non esserci i tempi, una volta che gli Assessori al ramo rientrano nelle loro sedi, di rendere esecutivi i decreti, ancora, a quella data, da redarre e poi pubblicare nelle Gazzette Ufficiali delle Regioni. Si rischierebbe, cioè, di inficiare del tutto il provvedimento, rispetto alla canonica apertura della stagione venatoria, fissata alla terza domenica di settembre.

L’ENPA, in un suo comunicato, chiede al Ministro Catania di esercitare i poteri conferiti allo Stato dall’art. 117 della Costituzione, ovvero la facoltà legislativa esclusiva sulla tutela degli ambienti e degli ecosistemi. Se non si fermerà la pre apertura, dicono all’ENPA, sarà strage.

Secondo la LAC, non va dimenticato come, in barba ai disastrosi incendi di questi mesi, in alcune regioni si continua ad esercitare la cosiddetta caccia di selezione al capriolo ed altri ungulati. Una serie di concause, secondo la LAC, che richiedono immediatezza nella scelta di vietare le pre aperture fissate al prossimo primo settembre.

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