uccellagione
GEAPRESS – Ben 64 uccelli appartenti alla specie della Passera lagia, un piccolo passeriforme protetto dalla legge. E’ forse questo l’elemento più significativo del grosso sequestro operato la scorsa notte dall’Arma dei Carabinieri di Milazzo (ME).

Tale passeriforme è pressocchè sconosciuto per l’uso  nelle pratiche di uccellagione. Un animale molto particolare che non si rinviene quasi mai nel corso dei sequestri. Di certo non con questi numeri. Qualche precedente in Campania, comunque non più recente e relativo a singole unità. Nessun uso neanche a Malta, “patria” degli uccellatori spesso in combutta con “colleghi” siciliani e calabresi.

A cosa servivano i 64 uccelletti, rinvenuti assieme a cardellini e verdoni, anch’essi specie protetta?

Sembra, a tal proposito, che gli esperti chiamati sul posto abbiano individuato un singolo esemplare utilizzato come richiamo vivo. Uno zimbello, in grado di attirare nella rete altri volatili selvatici. Nel caso la notizia dovesse essere confermata si potrebbe esser certi che i 64 volatili non sono frutto di una razzia occasionale.

Il plauso degli ambientalisti va ora ai militari i quali, nell’ambito delle attività volte alla prevenzione e repressione dei reati, hanno individuato in due distinti locali i poveri animali. Il merito della scoperta va ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Milazzo.

L’intervento è avvenuto la scorsa notte quando l’attenzione dei militari in servizio di pattuglia, veniva attirata da un’autovettura in transito lungo la strada A.S.I. ricadente nel Comune di Torregrotta. Il successivo controllo permetteva di individuare occultate sotto una coperta, tre gabbie per uccelli contenenti volatili appartenenti a specie protetta  oltre che una busta con due reti comunemente utilizzate per la cattura degli stessi.

La successiva perquisizione presso le abitazioni degli occupanti, portava alla scoperta di circa 30 uccelli, rinchiusi in gabbie, tutti appartenenti a specie protette. Nella seconda abitazione, invece, vi erano circa 100 uccelli, rinchiusi in  gabbia ed anch’essi appartenenti a specie protette. Trovate anche due reti per la cattura.

I Carabinieri provvedevano ad  informare il “Centro di Recupero Fauna Selvatica” dell’Azienda Foreste Demaniali gestito dall’Associazione Mediterranea per la Natura, con sede a Messina. Gli animali sono così stati identificati dalla Dott.ssa Anna Maria Giordano la quale, coadiuvata dal personale operante, provvedeva alla catalogazione di tutti i piccoli volatili.

I due soggetti dovranno ora rispondere dei reati di cui agli articoli del Codice Penale 648 (ricettazione), 544 ter (maltrattamento di animali) e 727 bis (inidonee condizioni di detenzione). Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, tutti i volatili sequestrati sono stati  rimessi in libertà.

A cosa servivano, i 64 esemplari di Passera Lagia?

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