GEAPRESS – Erano guardie volontarie di una associazione venatoria provinciale gli uccisori di 450 piccioni nelle campagne di Peschiera Borromeo (vedi articolo GeaPress). Lo rende noto l’Assessore leghista alla caccia, agricoltura e parchi della Provincia di Milano, Luca Agnelli in risposta ad una interrogazione del Consigliere Provinciale IdV Luca Gandolfi. Al Consigliere erano pervenute le numerose lamentele dei cittadini di San Bosio che sabato 21 gennaio si erano trovati al centro di una intensa attività di fucileria nelle vicine Cascine.

Ad assistere alla carneficina disposta in base al piano provinciale di contenimento della specie, anche alcuni passanti della stradella nei pressi di Cascina Pestazza i quali ora contestano quanto dichiarato dall’Assessore. Secondo Agnelli, infatti, gli incaricati della Provincia dovevano stazionare ad almeno 50 metri dalle strade carrozzabili. Secondo Paolo Penna, uno degli sfortunati cittadini che hanno assistito e documentato la caduta di piccioni uccisi e moribondi, gli incaricati della Provincia, pur dando le spalle alla stradita percorsa sia da automobili che da altri mezzi, erano invece distanti a pochissimi metri dalla stessa. I piccioni morti, continua Paolo Penna, cadevano nell’aia della Cascina, mentre quelli feriti un po’ ovunque, ivi compreso lo stesso sterrato della strada.

Per l’Assessore però è tutto in regola. Anzi rispondendo al Consigliere Gandolfi che chiedeva di possibili metodi alternativi alla mattanza, dichiara che non è d’accordo con l’uso consigliato dall’ISPRA (organo tecnico dello Stato che rilascia gli specifici pareri per questi abbattimenti) dell’antrachinone, sostanza chimica nel frattempo vietata, dice sempre l’Assessore.

Non è stato possibile in questi giorni mettersi in contatto con il responsabile dell’ISPRA che si occupa di tali problematiche. L’antrachinone, però, in bibliografia scientifica risulta essere un lassativo. Possibile che l’organo tecnico dello Stato consiglia di mandare i piccioni al gabinetto per evitare presunti problemi di natura sanitaria? Nulla invece, viene detto sugli altri consigli dell’ISPRA, ovvero le tecniche di isolamento delle aree accessibili dai piccioni.

Il dubbio sull’antrachinone rimane, anzi si avvalora ancor di più nel momento in cui l’Assessore Agnelli sostiene come nella legge 157/92, ovvero la legge sulla caccia, è solo la forma selvatica della Columba Livia ad essere protetta e non la forma domestica rinselvatichita che è infatti, a suo dire, legittimata ad essere abbattuta. Peccato, però, che nella legge 157/92 non solo non è neanche una volta riportato alcun distinguo tra forma selvatica e rinselvatichita, ma non è addirittura mai citata la stessa povera Columba Livia. Quale legge sulla caccia conosce l’Assessore alla caccia della Provincia di Milano?

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