GEAPRESS – Per la sospensione del porto d’armi, si spera ora in un intervento della Questura, visto che uno dei due cacciatori fermato l’altro ieri dalle Guardie WWF di Milano, aveva già un precedente di bracconaggio.

Provenivano da Ospitaletto, in provincia di Brescia, ma come spesso fanno i bracconieri, i due cacciatori bresciani avevano sfruttato la giornata di nebbia. Si erano così appostati alle porte del capoluogo lombardo, a Settimo Milanese, ed avevano iniziato a sparare. Sul posto, però, erano intervenute le Guardie WWF di Milano che carponi, fin dentro i canali di drenaggio della campagna circostante, hanno iniziato l’avvicinamento ai due.

Individuare chi viola la legge sulla caccia, significa aggirare gli ostacoli messi in atto per farla franca. Gli uccellini abbattuti, infatti, vengono occultati in posti prestabiliti e recuperati solo in un secondo tempo. Se le Guardie fanno notare la loro presenza, il cacciatore firma velocemente il tesserino e nulla potrà essergli addebitato, visto che il carniere è stato occultato. E’ quello che è stato evitato proprio sabato scorso. Una Guardia del WWF, rannicchiata all’interno di un canale di scolo della campagna di Settimo Milanese, ha in tal maniera raggiunto i due cacciatori di Ospitaletto, trovandoli in possesso dei 39 piccoli uccelli, oltre che ai richiami acustici vietati dalla legge. Questi ultimi con tanto di telecomando, che a distanza permette di disattivarli, assicurando al bracconiere di farla franca in caso di controlli.

L’intervento della Polizia Provinciale ha così consentito di sequestrare il fucile, le cartucce, ed ovviamente gli animali abbattuti.

Per la fauna selvatica, l’utilizzo del richiamo acustico nelle giornate di nebbia è ancor più pericoloso.

L’utilizzo del richiamo elettroacustico – ha spiegato Filippo Bamberghi, Coordinatore delle Guardie WWF di Milano – permette di compiere stragi in pochi minuti di caccia. I migratori, nelle giornate di nebbia, subiscono ancor più il richiamo di questo strumento illegale e immorale“.

Un utilizzo, quello dei richiami acustici, sempre più diffuso, ma blandamente punito. La legge, infatti, ne vieta l’uso, ma non la vendita ed il possesso. Di fatto sono acquistabili anche in siti di caccia. Un fenomeno preoccupante, ma quasi esente da critiche specie tra le associazioni venatorie, commenta il WWF.

Putroppo la legge italiana punisce con una ammenda ridicola, pari, nei valori massimi, a circa 1500 euro, chi utilizza richiami acustici. Per l’abbattimento di specie protette, così come per l’uso dei richiami, è prevista la sola sospensione del porto d’armi. Questo, però, solo nel caso di recidiva, ovvero se il reato viene contestato una seconda volta e solo se il primo caso è arrivato a conclusione dell’iter giudiziario, ovvero condanna definitiva o decreto penale di condanna divenuto esecutivo.

Piccolo particolare: i blandi reati di contravvenzione che tipicamente contraddistinguono tutti gli illeciti penali venatori, prevedo l’oblazione, ovvero pagare una cifra molto piccola ed estinguere il reato. In questo caso nulla può essere contestato. In pratica, così stante le cose, la legge italiana considera la piena sovrapponibilità, anche in casi gravi, delle figura del cacciatore/bracconiere. Inoltre, a tale singolare figura ex legge, non potrà essere contestato il reato di furto al patrimonio indisponibile dello stato. La legge sulla caccia ha graziosamente escluso il cacciatore da questo campo di applicazione. In pratica solo se il bracconiere è senza porto d’armi uso caccia, gli può essere contestato il più potente reato delitto di furto.

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