GEAPRESS – Era partito stamani diretto probabilmente al mercato abusivo dei cardellini di Messina. R.F. di 62 anni, residente a Reggio Calabria. Ad attenderlo nel porto di Messina gli uomini del Distaccamento di Colle San Rizzo coordinati dal Comando Provinciale di Messina del Corpo Forestale della Regione Siciliana. Dentro una scatola-valigia vi era un gabbia con all’interno stipati cinquanta cardellini, tutti giovani che avevano da poco intrapreso il volo interrotto dalle reti dell’uccellatore.

Il bracconiere è stato così fermato e denunciato a piede libero per detenzione di fauna protetta. Fauna, peraltro, conseguente ad altro reato, ossia quello di uccellagione. “Si tratta di un fenomeno purtroppo diffuso – ha dichiarato a GeaPress l’Ispettore Capo Ripartimentale delle Foreste Carmelo Di Vincenzo – Siamo certi che vi sono stati altri traffici di questo genere. Non è la prima volta – ha aggiunto Di Vincenzo – che fermiamo uccellatori provenienti anche dall’altra sponda della stretto”.

La quasi totalità dei cardellini sequestrati è stata già liberata, mentre per due di essi si è reso necessario il ricovero presso il Centro Recupero Fauna Selvatica “Stretto di Messina” dell’Azienda Foreste gestito dall’Associazione Mediterranea per la Natura (MAN).

Ringrazio il Corpo Forestale della Regione Siciliana per l’intervento di stamane – ha dichiarato a GeaPress Anna Giordano, Presidente onorario dell’Associazione Mediterranea per la Natura – Spero che i bracconieri capiscano che neanche alle cinque del mattino possono stare tranquilli. Purtroppo quello del traffico dei cardellini è un fenomeno che continua nel tempo nonostante il divieto di legge. Il danno arrecato alla natura – ha aggiunto la dott.ssa Giordano – è enorme. In questo caso, poi, bisogna tenere in considerazione che gli animali erano dei giovani, importanti per il mantenimento delle popolazioni selvatiche. Per fortuna in buona parte sono stati già liberati”.

Gli altri due cardellini sono per ora ricoverati presso il Centro, fiore all’occhiello dell’Azienda Regionale Foreste Demaniali. Il Centro comprende una sala visite e stabulazione, una sala chirurgica, una nursery, un salone adibito a sala didattica, le grandi voliere per la riabilitazione. Altre due voliere sono deputate ad accogliere, invece, gli animali più sfortunati che per colpa dei pallini dei fucili o altri “incidenti”, non possono più tornare in natura.

Il commercio dei cardellini ed altri fringillidi di cattura, sebbene punito dalla legge, è ancora diffuso in molte regioni italiane. Nelle pagine di GeaPress (sezione caccia) vi è una ampia rassegna di sequestri operati spesso a bracconieri erranti. Napoletani in Molise come nel Lazio ed addirittura Toscana, ed ora calabresi in Sicilia. Un fenomeno talmente grave, con veri e propri mercati dei furti in natura esposti alla luce del sole (oltre a quello di Messina esistono anche a Palermo e Napoli), da richiedere forse interventi legislativi ancor più mirati.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).