GEAPRESS – Ancora richiami acustici elettromagnetici sequestrati in giro per l’Italia. Questa volta le micidiali trappole sonore che servono ad attrarre i malcapitati uccelli a tiro di fucile, sono stati sequestrati dai Forestali dei Comandi Stazione di Grottole e Matera. Due apparecchiature, dotate di impianto di amplificazione,  rinvenute a distanza di giorni lungo il fiume Basento nel Comune di Miglionico (MT). Il reato previsto dalla legge sulla caccia, è a dir poco ridicolo. Appena tre milioni di lire stabilite con ammenda (tutti i reati venatori sono semplici reati di contravvenzione) il cui importo, dal 1992, data di entrata in vigore della stessa legge, non è mai stato aggiornato.

Nessuna conseguenza viene, inoltre, prevista sul porto d’armi. Il cacciatore-bracconiere, cioè, è libero di poter continuare a sparare. Se però sono state abbattute delle specie e l’uomo è un bracconiere puro (ovvero non ha adempiuto agli obblighi fiscali previsti dalle legge sulla caccia oppure, nei casi più gravi, è privo di porto d’armi) si può applicare il più grave reato di furto al patrimonio indisponibile dello Stato. Per i cacciatori-bracconieri la legge venatoria italiana ha previsto la non applicazione di alcuni reati del codice penale, tra cui, appunto, il furto.

I richiami elettronici, in genere riproducenti il verso della quaglia tanto da essere appellati con il termine di “chiamaquaglia”, sono alimentati da batterie e la loro vendita non è vietata. La Forestale ricorda come ad essere sanzionato è l’utilizzo illecito dei richiami. In tal maniera si consente di attirare i poveri uccelli, concentrandoli in aree ristrette, per abbattere con facilità numerosi capi.

I richiami ora sequestrati, sono stati sottoposti a sequestro e l’Autorità Giudiziaria valuterà l’opportunità di disporne la confisca e la successiva distruzione.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati