GEAPRESS – Nel Parco della Murgia materana è in corso, da un po’ di tempo, una vera e propria mattanza di cinghiali autorizzata. A denunciarla sono gli animalisti locali che sottolineano come il tutto sia legale in quanto voluta, e pertanto protetta, proprio dal Parco. I Guardiaparco, all’occorrenza, possono chiamare le Forze dell’Ordine se qualcuno si oppone.

La “legge“, quella di carta, dicono sempre gli animalisti, permette ai dirigenti dei Parchi di disfarsi degli animali non desiderati definendoli “nocivi” o “in sovrannumero” o “responsabili di eccidi nei confronti di altri animali” o “responsabili di danni all’agricoltura“.

Ovviamente per ridurre una popolazione in sovrannumero non si ricorre a metodi incruenti, ma alla schioppetta, con il beneplacito degli esperti di settore…indubbiamente scelti ad hoc, perché ci sono esperti che la mattanza proprio non la condividono!

Il Parco della Murgia materana ha scelto la strada dell’uccisione, e la “norma” permette di cacciare anche a caccia chiusa (vedi articolo GeaPress), anche ora che i piccoli stanno per nascere o sono già nati, come i cinghialetti di Giuditta (vedi articolo GeaPress).

Qualcuno informa e con un minimo di anticipo gli attivisti e il Coordinamento per la Difesa del Randagio riesce ad organizzarsi. “La mattanza è per domani” (3 maggio, ndr) alle 15.00. In pochissimo tempo quattro attiviste , quattro donzelle (c/attivissime), sono sul posto.
Presenti pure alcuni cittadini di Montescaglioso (MT), Comune che rientra con Matera nel Parco. Poi si saprà che le mattanze sono fissate anche per i prossimi giovedì.
Nel Parco, denunciano gli animalisti, nessun cartello che indica la pericolosità dei luoghi. Comparirà dopo due ore. “In un Parco difendere la vita degli animali dovrebbe essere la norma” dice un’attivista. Di fatto, però, sull’altro fronte della barricata ci sono i “selecontrollori” armati di fucili di precisione.

C’è tutto il tempo per osservare i “chiusini” (nella foto in gallery), precedentemente predisposti per le catture dei cinghiali e le “formazioni da guerra guerreggiata” che gli animalisti additato ai selecontrollori.
Poi, inevitabili, arriva il Guardiaparco, il biologo del Parco, il tecnico faunistico venatorio del Parco, un consigliere del Parco. Arrivano per allontanare,
… è pericoloso!… si spara!… nel Parco? A caccia chiusa? Si chiamano i rinforzi, i Vigili Urbani, la Polizia ambientale regionale.

Velatamente, la minaccia di un eventuale arresto (degli animalisti ovviamente!) viene lanciata. I reati? Si starebbe osteggiando una pratica lecita (sic!). Ci sarebbe, ora, pure un cartello che vieta l’accesso e avvisa della pericolosità del posto!
Tra le “chicche” raccolte anche il fatto che i cinghiali sarebbero sterminatori di lepri, ergo il loro sterminio sarebbe quasi d’obbligo! Ahi i difensori delle lepri!

Il cartello compare, in ritardo, molto in ritardo, ma per la prima volta il Parco firma l’eccidio: “ATTENZIONE operazione di selecontrollo abbattimento di cinghiali in corso. firmato PARCOMURGIA“. Viene sistemato (di fatto appoggiato) vicino un passaggio obbligato in muratura che riporta, ben fisso, Un altro cartello “Pericolo di Crollo“. Dunque dai mattoni in testa si è difesi, o almeno avvisati. Dai pallini dei selecontrollori, infine. con qualche ritardo.
Arrivano i rinforzi anche per i difensori della vita, arrivano Cittadini e Bambini con i campanacci, arriva la Legambiente, arriva il WWF. Poi i media locali.

I selecontrollori, nonostante gli sforzi dei dipendenti del Parco non riescono a continuare nella loro battuta di caccia, i cinghiali disturbati dal chiasso hanno pensato bene di non farsi vedere.

Per oggi ha vinto la vita! Inneggiano gli animalisti che aggiungono: Non abbassiamo la guardia, questi viventi colpevoli solo di essere stati introdotti da sconsiderati piani faunistici venatori “pagati” coi soldi pubblici. Ovvero nostri. Gli animali devono essere difesi da tutti noi.

La prossima azione è indirizzata verso l’Ingegnere Pellecchia, Presidente del Parco. Scriviamogli, dicono tutti in coro. Deve prendere in considerazione programmi e progetti più consoni con un luogo dove la vita dovrebbe essere protetta e non mercificata e stroncata. Chissà.

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