ferrandina cinghiali
GEAPRESS – Tra Montescaglioso e Ferrandina c’è quasi, verrebbe da dire, un tiro di schioppo. Il fiume straripa e causa danni e morti, tra gli umani e non. E’ questo quello che ha scatenato un putiferio di polemiche dopo che mani ignote hanno estrapolato da un profilo privato di facebook la foto dello scandalo. Cacciatori cinghialai, con 27 animali uccisi a fucilate. A complicare le cose pure la presunta presenza di un politico del posto.

Apriti cielo. Dopo che il Quotidiano di Basilicata riporta la notizia, in molti vanno a manetta nei computer. La foto scompare dal web ed al suo posto, dicono i ben informati, compaiono abusati simboli del WWF. Peccato, però, che rimangono pubbliche le altre bravate. Cinghiali sanguinanti e leprotti dondolanti in mano. Quanto basta per fare inalberare gli animalisti di Ferrandina che tra l’altro denunciano la misteriosa scomparsa di tutte le copie del Quotidiano di Basilicata dalle edicole del piccolo centro abitato. Qualcuno, velocemente, le avrebbe comprate proprio tutte.

Ci pensiano noi a farle girare su facebook – dice una accesissima animalista di Ferrandina – Vergogna solo vergogna, proprio nei giorni dell’alluvione“.

La foto riguarderebbe alcune squadre di cinghialai molto noti nella zona. La denuncia, lanciata tra gli ambientalisti di Matera, è presto divenuta un caso. I volontari animalisti di Ferrandina, che hanno appreso proprio dall’articolo pubblicato sul Quotidiano, non ci stanno. “Chi ha fatto tutto questo non si nasconda dietro una  foglia di fico. Proviamo profonda amarezza – riferiscono gli animalisti –  per il gesto in se e per la spettacolarizzazione di questo fatto mediante la pubblicazione sul social network facebook“.

Come si ricorderà l’alluvione del Bradano ha causato quattro morti ed ingenti danni all’agricoltura ed agli insedimenti del posto. Particolarmente commovente la vicenda di un cane dobermann che apparteneva ad una coppia che è deceduta sotto la valanga di fango. Era stato proprio il cane, nei pressi di Ginosa (TA) a rintracciare il suo padrone. Aveva fiutato un cappellino ritrovano poco prima. Aveva poi puntato dritto sui detriti dell’alluvione rintracciando il corpo. La sua padrona, invece, era stata trovata poche ore prima  nei pressi di un canale di Ginosa. L’animale, nelle fasi immediatamente successive all’alluvione, era stato accolto da un operatore della Polizia Stradale. Per l’alluvione morirono anche cavalli, pecore e numerosi cani. Tra questi, alcuni del canile di Ginosa.

I 27 cinghiali, però, sono morti per la pioggia di piombo.

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