Matera – di nuovo animalisti nel Parco contro gli abbattimenti dei cinghiali
GEAPRESS – Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, un gruppo di animalisti starebbe nuovamente tentando di bloccare la programmata uccisione dei cinghiali all’interno del Parco della Murgia materana. Tale evento, già verificatosi la scorsa settimana (vedi articolo GeaPress) sarebbe nuovamente pervenuto alle orecchie di chi è dissente, a seguito di una nuova fuga di notizie. Gli attivisti, adesso, si troverebbero nella Murgia Sant’Andrea.
Un provvedimento, quello dell’abbattimento dei cinghiali, che evidentemente non convince qualcuno all’interno dello stesso entourage dei selecontrollori come dello stesso personale del Parco. Risulta viceversa inspiegabile come con continuità la notizia perviene a chi è tenuto, in teoria, rigorosamente all’oscuro di tutto.
A quanto pare anche in questa occasione non ci sarebbero avvisi dello svolgimento della battuta ai cinghiali. La scorsa settimana, infatti, gli animalisti avevano denunciato la mancata segnalazione degli abbattimenti in corso. Un cartello che avvisava della presenza dei selecontrollori venne appoggiato ad una struttura in muratura (con pericolo di crollo) solo dopo la protesta che evitò ai cinghiali di finire impallinati.
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L’ alternativa c’è: sterilizzare gli animali! Ma probabilmente costano meno i bossoli che le vite di queste creature…
X Federica Rubini, ma si può essere così ingenui da non rendersi conto che anche se sterilizzati questi cinghiali dovranno pur alimentarsi per sopravvivere. Se adesso arrecano danni alle culture, anche da sterilizzati lo faranno.L’unica soluzione è la soppressione,così si eliminano tutti i problemi per i danni alle culture.
@ ACR. ascolti federica sara’ pure ingenua…ma di certo non parte in quarta decidendo che la soluzione sia quella di abbatterli…rispetti i commenti del suo prossimo!!!!! il mondo e’ pieno di persone “inutili” che facciamo abbattiamo pure quelle…
X ACR
Ancor più ingenuo sarebbbe aspettarsi che un cacciatore (quale lei è) non dicesse che “l’unica soluzione è la soppressione”, visto che quelle “soppressioni” sono parte integrante del vostro divertimento.
La sterilizzazione (non solo con riferimento al caso in questione) sebbene non risolva il problema immediatamente, ha maggiori probabilità di fornire poi una soluzione duratura nel lungo periodo. Al contrario le sue “soppressioni”, non risolvono il problema nè nel breve nè, tanto meno, nel lungo periodo… anzi alcuni studi dimostrano addirittura che lo acuiscono; del resto è naturale: una soluzione di lungo periodo che precluda l’utilizzo delle fucilate per la sua attuazione, andrebbe contro il divertimento degli stessi cacciatori, che hanno tutto l’interesse a far sì che il problema si ripresenti costantemente e a breve giro.
Resta da sottolineare che per i cacciatori la “soppressione” è SEMPRE l’unica soluzione (meglio, poi, se a fucilate): si pensi che molti di loro vorrebbero ‘risolvere’ nello stesso modo persino il randagismo canino.
E la sterilizzazione chi la paga? Pantalone come al solito?
Andateci voi nei consigli d’amministrazione dei parchi a dire che bisogna spendere soldi per sterilizzare gli animali selvatici in sovrannumero (possono essere cinghiali ma anche cervi o quant’altro …) .. Prego Signori, fatevi avanti ….
Già le proposte di spostare gli Ungulati dalle aree ad alta densità si sono rivelate un fallimento per gli alti costi organizzativi e per le implicazioni logistiche impossibili da realizzare, adesso ci manca pure che ci mettiamo a sterilizzare …..
Animalisti, mettetevi il cuore in pace perchè qualsiasi Ente Parco, che oggi non ha neppure i soldi per gestire l’ordinaria amministrazione, non spenderà mai dei soldi per sterilizzare degli animali
Conosco Parchi che hanno risolto il problema prevedendo l’abbattimento degli animali e la successiva vendita delle carni in asta pubblica con ricavi che entrano nell’Ente Parco e che aiutano al mantenimeto dello stesso. Altro che eradicare: gestire per il bene dei Parchi stessi, questa è la soluzione !!
La sterilizzazione chi la paga? Quindi è solo una questione di costi???? Insomma si “ammazza” perché non ci sono i soldi! Ecco come demolire in due parole ogni utilità gestionale e faunistica della caccia! Solo un cacciatore poteva riuscirci in maniera così puntuale e concisa!
Quindi non si tratta di trovare una soluzione duratura, ma semplicemente di far fronte ad un problema badando solo il minor costo, con la certezza però che avendo come parametro solo il costo, il problema si ripresenterà tale e quale (se non peggiorato) rispetto a prima; e punto e a capo dopo qualche mese.
“Pantalone” purtroppo paga per moltissime attività ben più inutili e opinabili rispetto a ciò di cui si sta parlando qui. E se se ne deve fare solo una questione di “costi”, ci sono strutture (di assistenza o utilità sociale) pur importantissime che però rappresentano solo un costo per la società… applicando la logica ‘attaccata al soldo’ di certi cacciatori, l’esistenza di queste strutture non ha senso; e ho paura a pensare a cosa, con la loro logica, questi signori proporrebbero di fare con i degenti!
Abbattere gli animali (da parte magari di cacciatori paganti, perché quando c’è da ammazzare i cacciatori son disposti a pagare profumatamente, forti dei loro soldi) per venderne poi le carni, renderebbe i parchi né più né meno che riserve di caccia a pagamento, simili a quanto accade ad esempio in certe zone dell’Africa. Oltretutto mettendo nella stessa pentola interessi faunistici e interessi economici, è alquanto probabile (per non dire “certo”!) che il sapore dei secondi spazzerebbe via quello dei primi e a quel punto resterebbero solo gli interessi economici… ovvio che ai cacciatori ciò non parrebbe vero.
Non è solo una questione di soldi ma è principalmente una questione di opportunismo gestionale di un bene rinnovabile quale è la fauna selvatica. Oggi nel mondo si fa un gran parlare dell’utilizzo delle fonti rinnovabili per il sostentamento umano: la caccia è un ottimo esempio di come si possano usare queste fonti proteiche che diversamente rimangono inutilizzate.
Tanto per citare il cinghiale, ricordo che questo animale è un formidabile trasformatore di biomassa vegetale e animale (disponibile ed inutilizzata nei boschi italiani) in proteine animali utili all’alimentazione umana. Non so’ se lo sai caro Gipo, ma la carne di cinghiale (ma vale anche per altri ungulati selvatici) viene utilizzata da moltissimi atleti per la loro alimentazione in vista delle colpetizioni vista l’elevata valore proteico e l’assenza di grassi.
Comunque alla fine non hai indicato nessuna alternativa alla sterilizzazione che, ricordalo, non verrà mai attuta perchè fallimentare….
GIPO SCRIVE
““Pantalone” purtroppo paga per moltissime attività ben più inutili e opinabili rispetto a ciò di cui si sta parlando qui. E se se ne deve fare solo una questione di “costi”, ci sono strutture (di assistenza o utilità sociale) pur importantissime che però rappresentano solo un costo per la società… applicando la logica ‘attaccata al soldo’ di certi cacciatori, l’esistenza di queste strutture non ha senso; e ho paura a pensare a cosa, con la loro logica, questi signori proporrebbero di fare con i degenti! ”
Non mettermi in bocca frasi che non ho detto e non accostare, per favore, certi ragionamenti al mio pensiero. Io non ho detto e neppure pensato quello che Tu riporti … In questo caso mi asterrò dal valutare le tue considerazioni, del tutto fuori luogo….
La cosa buffa (ma in realtà triste) è che i cacciatori non aspirano a eliminare il problema, come a questo punto si dovrebbe fare, ma semplicemente a far sì che ci sia sempre, così avranno sempre i cinghiali a cui sparare.
“Non è solo una questione di soldi”, si affretta ora a recuperare il cacciatore, se non che il suo esordio è stato, per l’appunto, “E la sterilizzazione chi la paga? Pantalone come al solito? Andateci voi nei consigli d’amministrazione dei parchi a dire che bisogna spendere soldi per sterilizzare gli animali selvatici”, e tutto il resto del post è stato impostato proprio sui “soldi”!
Ed è nelle vostre parole che si percepisce quanto sia strumentale e scevra da qualunque considerazione etica, la vostra ‘gestione’: gli animali selvatici, esseri viventi pienamente senzienti, li percepite come (cito testualmente) “fonti rinnovabili per il sostentamento umano” , “fonti proteiche che diversamente rimangono inultilizzate”, “trasformatori di biomassa”… Cioè: FONTI RINNOVABILI e TRASFORMATORI DI BIOMASSA! Una visione tanto strumentale e artata, quanto quella di chi sfrutta bagordamente un bene per il proprio egoistico tornaconto… con la piccola differenza che qui si parla di vite. Ecco perché la vostra visione della fauna e della natura è incompatibile con la vostra: basta leggervi per trovare tutte le risposte!
La carne di cinghiale viene usata da moltissimi atleti in vista delle gare? E quindi? Pensi che ci sono (e ci sono stati) primatisti mondiali e atleti di primordine vegani… Secondo lei è la carne di cinghiale che fa la differenza?? :-))))))
Non occorre proporvi nessuna alternativa alla sterilizzazione (e perchè poi dovrei trovare delle alternative?? Forse, perché lei ha detto che non va bene?) per il semplice fatto che sarebbe tempo perso: qualunque alternativa vi venga proposta ma che non preveda le fucilate, per voi sarà sempre giudicata inattuabile, fallimentare, ridicola, troppo costosa, ecc. Torno a ripetere: la dice lunga il modo in cui molti di voi auspicano di risolvere il problema del randagismo canino. Ed è anche normale che sia così, visto che il vostro divertimento è imprescindibile da quelle fucilate e che la vostra ‘gestione’ è finalizzata al poter sparare a dei selvatici. Il punto della questione è però che allo stato attuale, di fallimentare e contradditoria c’è la VOSTRA gestione, non la nostra, visto che sono decenni e decenni che per risolvere gli esuberi (come li chiamate voi) faunistici ci si affida testardamente alla VOSTRA caccia, mica alle sterilizzazioni. Eppure la situazione è fuori di controllo più che mai! Più fallimento di così!
Infine io non metto in bocca niente a nessuno, infatti non ho detto che quelle cose le ha dette lei: quella è solo la diretta conseguenza del suo/vostro modo di ragionare, quello che ha come unico parametro “i soldi”. Quello che io riporto, lei non l’ha detto nè pensato, tuttavia è la semplice applicazione del suo ragionamento, trasportato-contestualizzato su altre prospettive e senza nemmeno estremizzarlo troppo… E a quanto pare, appena la si guarda da altre angolazioni, la vostra logica “attaccata al soldo” suscita repulsione anche a voi stessi, tanto che ne prendete le distanze.
Gipo per Te gli animali sono esseri pienamente senzienti, lo sono anche per me con la semplice differenza che io considero l’uomo un essere di ordine superiore che nel corso dei millenni ha sviluppato la capacità di sfruttare gli animali per il proprio tornaconto principale che è l’alimentazione. E’ un dirtitto sacrosanto che l’uomo ha!! O forse tu pensi di pensi di sfamare la popolazione mondiale con delle innocenti insalatine? Chi l’ha detto poi che le insalatine non sono esseri senzienti pure loro? Perchè le piante reagiscono agli stimoli esterni quali luce e calore? Non sono senzienti pure loro?
Ti ricorso che i movimenti politici che hanno rappresentato il tuoi modo di pensare hanno sempre viaggiato su percentuali da prefisso telefonico. La Tua idea degli animali, e del loro rapporto con l’uomo è perdente su tutti i fronti. Fattene una ragione che vivrai meglio …
Giusto per rimanere in tema sappi che proprio Domenica ho consegnato quattro cani randagi, che da mesi scorazzavano nei boschi dietro casa azzannando la fauna selvatica che capitava a tiro ( ti stoppo subito: anche quella non cacciabile …), al canile municipale . Non sono uno che ama saparare ai cani ranìdagi: quelle sono pensate idiote di qualche troglodita della gestione faunistica.
Comunque la tua discussione di oggi pomeriggio mi ha ringalluzzito: sono le 20.18 e quando chiudo il post esco di casa con il fucile per andare a “selezionare” un cinghiale all’interno del Parco: se ci riesco domattina riceverò come al solito un bell’attestato di stima da parte della popolazione locale che vede di buon occhio il controllo e la riduzione del suide.
Ultima considerazione: nessuno vuole estiguere il cinghiale dai nostro boschi perchè questo ha pieno diritto di essercio e di viverci visto che è stato presente per milioni di anni ed oggi è ritornato forse solo grazie all’opera dei cacciatori: !!!
Weitmannsheill !!!
@ cacciatore.era mesi che non commentavi ( credimi non mi sei mancato) buona parte del tuo discorso,e’ identico a commenti che hai impostato l’anno scorso…gipo ( che reputo tosto)…frequenta da poco il sito quindi ,giustissimo fargli sorbire un poco le “tue zuppette”…….la popolazione locale ti vedra’ come un EROE….indovina..indovinello.. come ti posso vedere io?
mi pemetto questo: su Matera, leggiamo Elisa D’Alessio e stop, che in quell’editoriale è riuscita a mettere la sua e la nostra Umanità, e di coloro che hanno una coscienza antispecista, che hanno in sè il rispetto e l’amore per la Vita altrui. E’ riuscita a dire un sentire condiviso, con forza, veridicità, chiarezza, e porre in evidenza la penosa ignoranza, cecità, arroganza di specie e miseria umana altrui .
Lei ha detto già tutto.
Lasciamo perdere il resto, lasciamo in solitudine delle parole che non meritano nulla, perchè sul nulla e di nulla si basano e sono in essenza di valore.
Sì sì, guardi che non c’è mica bisogno che lo rispieghi, è già chiarissima la sua interpretazione degli animali: asserviti all’uomo (essere superiore) e quindi sfruttabili ad uso e consumo di quest’ultimo, per qualunque fine (necessario o meno) e con qualunque mezzo, in nome di una non meglio precisata “superiorità”. Pensi che fino a non tanto tempo fa certi uomini questa interpretazione ce l’avevano anche nei confronti di altri uomini, sfruttati e vessati per il tornaconto (a senso unico) dei primi… e anche loro sostenevano che si trattasse di un ‘diritto sacrosanto’, quando in realtà in entrambi i casi era, ed è, nient’altro che il diritto del più forte, la prevaricazione del forte sul debole, che qualcuno si riconosce a scapito di altri. “Diritti” alquanto discutibili insomma, spesso deplorevoli a tutti gli effetti, che il titolare si autoattribuisce a proprio insindacabile giudizio, e senza possibilità di appello da parte del soccombente.
Io non so se la popolazione mondiale possa essere sfamata con innocenti insalatine, ma quel che è certo è che non può essere sfamata a forza di carne (e tanto meno a forza di carne di animali selvatici)… infatti se non l’avesse notato 1/3 della popolazione mondiale letteralmente muore di fame, e questo secondo molte fonti è dovuto direttamente proprio al consumo di carne del resto del mondo.
Tralascio di rispondere alla solita solfa delle piante, che sempre stanno tanto a cuore a i cacciatori, perché tale puerile argomentazione è talmente abusata da trovare persino risposte già precompilate nei principali siti veg., giusto per farle capire quanto le cose che scrivete sono sempre le solite due o tre, persino nella forma. Eppure ogni volta arriva uno di voi che pensa di offrirci innovativi spunti di riflessione e argute obiezioni, senza accorgersi che è solo l’ultimo della fila.
In relazione ai movimenti politici con percentuali da prefisso telefonico, forse sarebbe il caso di guardare in casa propria prima di tirarsi una bella zappata sui piedi… perché se fa certi discorsi, significa che non è al corrente dei risultati elettorali del redivivo partito dei cacciatori (quello che rappresenta insomma il modo di pensare dei cacciatori), vero? Se li guardi, quei risultati, e poi magari realizzerà che è a sé stesso che dovrebbe rivolgere il consiglio che invece ha dato me: “se ne faccia una ragione che vivrà meglio”!
“La Tua idea degli animali, e del loro rapporto con l’uomo è perdente su tutti i fronti”… può darsi, ma allora perché quelli che sono sempre di meno e sempre più avanti con gli anni siete voi cacciatori?
“Non sono uno che ama sparare ai cani randagi”: lei forse no, ma da quanto si legge nei post di certi siti venatori, diversi suoi colleghi invece non vedrebbero l’ora… sempre ovviamente per risolvere il problema al minor “costo” e magari divertendocisi anche un pochino, sia mai!!! Quindi lo vada a dire a costoro che “quelle sono pensate idiote di qualche troglodita della gestione faunistica”, invece di dirlo qui a noi, visto che qui ovviamente sfonda una porta aperta.
Infine, lei chiude facendomi presente che sta per “uscire di casa con il fucile per andare a “selezionare” un cinghiale” da far fuori, probabilmente pensando che questo mi causerà chissà quale tormento interiore davanti alla (mia) necessaria accettazione della sua uscita. E invece, la constatazione che il suo altro non è che il tipico atteggiamento (bambinesco e immaturo) di sfida di chi palesa la propria inconsistenza dialettica, mi fa apprezzare ancor di più l’abissale differenza tra i nostri due mondi. L’atteggiamento arrogante di chi, davanti limitatezza delle proprie argomentazioni (a cominciare dalle piantine, passando per la fame nel mondo, per approdare ai partiti da prefisso telefonico), ripiega sulla provocazione e sulla ‘sfida’ e ci tiene a dire che è “ringalluzzito”, proprio come un gallo che ‘gonfia’ il petto e drizza le penne quando si sente minacciato, per sembrare (ma solo ‘sembrare’) più grosso. Insomma quell’immaturo e puerile “tanto lo faccio lo stesso, alla faccia tua” di pre-scolare memoria. Del resto ogni sacco dà la farina che ha, e non potrebbe essere altrimenti… del resto non c’è niente che non fosse già ampiamente ravvisabile fin dal suo primo post.
Chiudo: “il cinghiale (…) oggi è ritornato forse solo grazie all’opera dei cacciatori: !!!”… bene, così adesso è più chiaro a tutti chi sono i diretti responsabili dei danni che si imputano a questo ungulato: gli stessi cacciatori che oggi ci vengono a spiegare quanti danni esso faccia e che, in quanto tale, va (ovviamente) abbattuto a fucilate!