GEAPRESS – Animalisti, ma anche semplici cittadini che quell’abbattimento programmato di cinghiali proprio non possono digerirlo. Sono una quindicina e più, tra loro anche alcuni ragazzini. Un’azione di disturbo quella messa in atto dalle prime ore del pomeriggio di ieri fino a sera all’interno del Parco della Murgia materana.

Erano partiti dalla Murgia Sant’Andrea per arrivare fino al Bosco di Lucignano, dove si è svolta la battuta di caccia. Tante ore e tanti chilometri a piedi con trombette, fischietti e quant’altro per far scappare i cinghiali e salvare loro la vita. Un’azione di disobbedienza civile contro le armi che lo stesso Parco Regionale ha individuato quale unico rimedio per contenere i cinghiali.

Li abbiamo sentiti, i cinghiali – dicono i manifestanti – sono stati ben alla larga da noi, non ci hanno arrecato alcun fastidio. E abbiamo visto anche i campi coltivati. Incolumi. Nessun danno provocato dagli animali.

I danni alle coltivazioni sono tra le cause dei programmati abbattimenti contestati da cittadini e animalisti già dalla scorsa settimana (vedi articolo GeaPress).

Alcuni manifestanti si sistemano all’ingresso di una cava (vedi foto in gallery) dove in genere vengono spinti i cinghiali per essere meglio catturati o abbattuti.
Da una vicina masseria arrivano ben sei maremmani. Forse per intimidire, sostengono i cittadini suonanti. Ma i cani capiscono bene chi costituisce un pericolo, e quelle persone evidentemente sono ben lontane dal rappresentare una minaccia. Gli animali, infatti, osservano i manifestanti a distanza e niente più.

Alle 19.40 l’arrivo dei Guardiaparco. Momenti di tensione. Lo scontro di vedute tra il Parco e i cittadini è forte. Ma, il cartello che gli stessi Guardiaparco appongono al momento, davanti agli stessi cittadini, non vieta loro di rimanere nei luoghi.

Il cartello – dicono all’unisono i manifestanti – dice solo di fare attenzione perché c’è in corso una operazione di selecontrollo per l’abbattimento dei cinghiali, non proibisce però di essere presenti nei luoghi”.

Ed infatti, quando alle 21 arrivano i Carabinieri chiamati dal Parco, gli stessi militari dopo aver identificato solo alcuni dei manifestanti, non possono far altro che invitare ad allontanarsi per l’incolumità degli stessi partecipanti alla protesta. Nessun divieto di sostare nei luoghi viene intimato.

Il bilancio del pomeriggio è di un cinghiale abbattuto, così come confermato dallo stesso Presidente del Parco della Murgia materana. Il quale, però, ha anche indetto per il prossimo giovedì una riunione per discutere anche insieme alle associazioni locali il problema del contenimento dei cinghiali.

Ma la pacifica protesta in favore dei cinghiali ha aiutato anche un altro animale. Durante il tragitto dalla Murgia Sant’Andrea al Bosco di Lucignano, infatti, c’è stato un incontro imprevisto. Una cucciola (vedi foto in alto) di cinque mesi circa, da pochissimo abbandonata nei luoghi, viene notata dai manifestanti. La cagnetta, si buttava pericolosamente incontro alle auto in transito, in cerca, forse, di quella dalla quale era stata scaricata.

La cucciola a quel punto si è unita al gruppo dei cittadini suonanti. Ed è stata subito adottata da una giornalista di una TV locale che stava seguendo la protesta. La cagnetta è stata chiamata Peggy.

Speriamo che un lieto fine ci sia anche per i cinghiali.

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