GEAPRESS – Avrebbero dovuto esserci “orti sociali”, pure finanziati con un progetto europeo. L’Oasi di Monte di Torca, nei promontori rocciosi di Massa Lubrense (NA), è stata invece seminata da cavi elettrici e impianti interrati per la caccia illegale.

Ad intervenire, a seguito di segnalazioni pervenute, le Guardie del WWF e le pattuglie del Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia (NA).

Nell’Oasi Monte di Torca avrebbero dovuto esserci gli Orti sociali – dichiara Claudio d’Esposito presidente del WWF Penisola Sorrentina – finanziati con denaro pubblico. Gli anziani – aggiunge l’esponente ambientalista – sarebbero dovuti andare a zappare la terra ed invece è andato qualcun altro“.

Sicuramente, per disseminare la montagna di tali arnesi, i bracconieri, commentano gli inquirenti, devono aver avuto non poco tempo a disposizione. Centinaia di metri di fili elettrici abilmente cementati al suolo. Nascoste tra la vegetazione, invece, le “casseforti bunker” contenenti sofisticati impianti elettrici. Da queste strutture partivano i cavi di rame che conducono alle cosiddette “campane”, nascoste tra la vegetazione a strapiombo sul mare. Riproducono, per l’intera notte, il verso degli uccelli. In tal maniera i volatili in migrazione vengono attirati nei pressi della postazione. Il bracconiere, già alle prime luci dell’alba, andrà a cacciarli con fucile e cani. Ma c’è di più. Secondo il WWF, per potere sparare anche nei giorni di silenzio venatorio o a caccia chiusa, i fucili (in genere con matricola abrasa) vengono occultati sotto i muri, in grotte o tra la vegetazione, pronti al successivo uso. Un fatto, oltretutto, molto pericoloso per la sicurezza pubblica.

Centinaia le strutture rinvenute, tanto da far pensare che i bracconieri siano convinti di potere operare in maniera impunita. Bracconieri, dicono sempre dal WWF, che all’alba non esitano a sparare nei pressi delle abitazioni e anche in direzione di esse, rendono così le notti insonni agli abitanti.

Le lamentele che giungono alla segreteria del WWF palesano, infatti, un forte allarme sociale. Cittadini infastiditi o impauriti, che però non trovano ancora il necessario ascolto da parte delle istituzioni impreparate o poco sensibili al fenomeno.

Il blitz del WWF e del Corpo Forestale, eseguito in piena notte, sarà seguito da altre operazioni di repressione del bracconaggio.

Piccolo particolare. La penisola sorrentina è una di quelle aree penalizzate dal provvedimento della provincia di Salerno che, con uno slancio da corridore olimpionico, ha subito messo in pratica l’incredibile disposizione della neo legge sulla caccia regionale. Ovvero, impedire alle Guardie volontarie di Salerno, di poter operare al di fuori dell’ambito provinciale (vedi articolo GeaPress). I luoghi dell’operazione odierna, ben conosciuti anche dalle Guardie WWF di Salerno, ricadono nella provincia di Napoli.

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