uccellagione II
GEAPRESS – Intervento antibracconaggio del Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato di Firenze, Comando Stazione di Borgo San Lorenzo. Nel corso di un normale servizio di perlustrazione del territorio volto alla verifica dell’attività venatoria, i Forestali si sono imbattuti in due cacciatori il cui atteggiamento ha destato sospetto. Secondo gli inquirenti erano in esercizio di caccia da appostamento fisso, con l’utilizzo di alcuni richiami vivi.

E’ così scaturita la perlustrazione della zona, in particolare di un’area recintata nella quale erano visibili dei manufatti in muratura posti all’interno del recinto che sarebbe risultato di proprietà di uno dei due. Secondo il cacciatore erano un tempo utilizzati come “roccolo”, ovvero, ricorda sempre la Forestale, un sistema non consentito per la cattura di uccelli caratterizzato da un impianto arboreo a forma di anello, dentro il quale sono posizionate le reti e un prato centrale dove si erge una struttura a forma di torre. Ultimamente, invece, si sarebbe trattato di un appostamento fisso di caccia per piccoli animali.

La pattuglia del Corpo Forestale, in prossimità del recinto, udiva il canto di uccelli e scorgeva, appese ad alberi ed arbusti, delle gabbie contenenti uccelli da richiamo, nonché la presenza di una rete di cattura, tesa ed installata fra due alberi. Dall’esterno della recinzione, si aveva inoltre l’impressione che nella rete fosse stato catturato un uccello. Il sito appariva particolarmente curato, con posizionamento ad arte della vegetazione verde e secca, debitamente potata, per rendere il luogo aperto ed attraente per l’avifauna.

Gli Agenti procedevano così ad appostarsi in prossimità dei luoghi e dopo circa trenta minuti  sopraggiungevano due persone che scavalcavano il cancello della recinzione. Uno di loro iniziava poi a smontare la rete. Dall’intervento dei Forestali si accertava come nella rete era stato catturato un esemplare ancora vivo di tordo sassello che veniva sequestrato, unitamente alla rete, e liberato in natura.

Tenuto conto che il canto di uccelli proveniva dall’interno dei manufatti posti nell’area recintata e ritenendo che nelle strutture fossero detenuti altri uccelli catturati illegalmente, la Forestale procedeva alla perquisizione dei locali facendo giungere sul posto il proprietario dei luoghi.

La supposizione degli Agenti trovava presto conferma nel rinvenimento di altri esemplari vivi detenuti in apposite gabbie e privi del previsto anello inamovibile di identificazione. Veniva, inoltre, trovato un tubetto di vischio, ovvero materiale adesivo solitamente utilizzato per la cattura degli uccelli, e due reti utilizzate per la cattura degli uccelli, nonché un tordo sassello privo del prescritto anello inamovibile di identificazione. Quest’ultimo era detenuto in una delle gabbie collocate all’esterno, nei pressi della rete di cattura.

Nell’ambito della perquisizione gli agenti rinvenivano anche un silenziatore di cui mancava la denuncia all’ufficio locale di pubblica sicurezza. All’interno del frigorifero ed abbattuta con arma da fuoco anche un esemplare di Tordela nei cui confronti la caccia non è consentita.

I due uomini venivano denunciati per il reato di uccellagione e abbattimento di avifauna non cacciabile nonché per detenzione di parte di arma da fuoco non denunciata.

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