pecchiaiolo
GEAPRESS – E’ stato osservato ieri nell’isola di Marettimo (TP). Un adulto di Falco pecchiaiolo presentante un’ala distrutta dalla probabile rosa dei pallini da caccia (nella foto di Giovanni Cumbo).

Nel corso delle migrazioni, specie nello Stretto di Messina, capita ancora di vedere gli scampati dal colpo di fucile. Nello stato di quello osservato ieri nelle Egadi, però, è difficile immaginare che la vita possa proseguire. Al povero rapace, infatti, mancano tutte le penne dell’ala destra, escluse le sei “primarie” esterne. Un assetto di volo molto difficile da mantenere, oltre al fatto che non può escludersi che alcuni pallini siano entrati  nel corpo del povero animale.

Ad osservare il Falco pecchiaiolo sono stati gli esperti della LIPU che stanno monitorando il fenomeno migratorio fin dai primi approdi della costa siciliana. Il mistero, infatti, è dove sia stato colpito l’animale. L’isola di Marettimo non è nota per questo fenomeno ma è altresì uno dei primi lembi della Sicilia che i rapaci si trovano innanzi una volta avere abbandonato la costa del nord Africa. Qui, il promontorio prescelto, è in genere quello di Capo Bon, in Tunisia. Appare però difficile che un animale ridotto in quello stato possa avere attraversato il canale di Sicilia. Forse uno sbandato, che dalla costa siciliana, una volta colpito all’ala, è stato spinto dai venti fino a Marettimo.

Comunque sia andata, ancora una conferma di come l’attenzione dei bracconieri nei confronti dei rapaci non sia affatto cessata. In questi giorni i protezionisti della LIPU e del CABS stanno presidiando il versante calabrese dello Stretto di Messina, mentre gruppi di esperti della LIPU sono sistemati lungo le rotte della migrazione che comprendono la costa settentrionale della Sicilia, oltre che l’isola di Ustica e le Eolie. Chissà se verrà osservato il povero Pecchiaiolo di Marettimo.  Di certo con quasi l’intera ala amputata non sarà difficile individuarlo.

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