GEAPRESS – Potrebbe esserci qualcosa di più nel sequestro operato nei giorni scorsi dalla Squadra Navale della Guardia di Finanza di Manfredonia (FG) ai danni di due uccellatori locali. Residenze in quel di Foggia, ma con abitudini di caccia illegale inusuale nei luoghi, salvo ipotizzare (come in altri casi riscontrato) collegamenti con uccellatori del nord Italia.

Allodole nel primo caso. Bel 126 di cui 30 trovate ancora nella due reti che complessivamente si estendevano su una superficie di 500 metri quadrati. L’allodola è un animale non molto ricercato dagli uccellatori meridionali ma che trova, invece, una sua ragione nella richiesta esistente in alcune regioni del centro nord Italia. Già in altri casi, alcune inchieste compiute dalla Forestale hanno portato ad individuare collegamenti certi tra le due tipologie di caccia.

L’impianto, collocato in località Sciale delle Rondinelle, nel Comune di Manfredonia, era servito da un impianto elettronico che diffondeva i versi delle allodole. In tal maniera, i volatili selvatici , venivano attratti e catturati.

Ancor più significativo il secondo sequestro, sempre operato dalla Squadra Navale nell’ambito sempre di servizi disposti per il controllo del territorio in materia di polizia economico finanziaria. Cardellini di cattura, canarini, cardellini con diverse tipologie di piumaggio, in un caso molto chiaro. Sfumature, queste, molto ricercate nell’ambito degli allevatori. I cardellini di cattura, erano disposti all’interno di gabbie collettive, mentre quelli verosimilmente soggetti ad un più elevato valore o con sfumature particolari del piumaggio, erano sistemati in gabbiette singole, il tutto all’interno di un garage. Poi, oltre alla presenza di richiami elettroacustici il cui uso è vietato per fini venatori, anche numerosi archetti. Si tratta di una trappola a scatto che spezza le esili zampe agli uccellini attirati con un’esca. Di fatto, i malcapitati volatili, possono rimanere per numerose ore in atroce agonia. Si tratta, in questo caso, di un tipo di trappola ancor più tipicamente utilizzato nel nord Italia, specie nel bresciano ma anche nella bergamasca ed in minor misura in provincia di Lecco. Chissà come aveva saputo di loro l’uccellatore di Manfredonia.

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