richiamo

Nonostante la probabile procedura di infrazione che scatterebbe dall’Europa, il Primo Ministro maltese potrebbe autorizzare nel suo paese la cattura di 300.000 fanelli, 900.000 fringuelli, 500.000 verdoni 400.000 cardellini, 300.000 lucherini, 200.000 verzellini e 60.000 frosoni.

Si tratta di apparteneti alla famiglia dei fringillidi, uccelli tutti protetti dall’Unione Europea. A provvedere alla loro cattura dovrebbe essere una particolare categoria di cacciatori maltesi, ovvero quelli specializzati nel prelievo  di avifauna selvatica viva. Questi ultimi, a Malta, sarebbero stati autorizzati fino al 2008 quando cioè si considerò fallimentare una deroga concessa dalle Autorità europee. Si tratta comunque di migliaia di persone specializzate nella cattura dei piccoli volatili.

La proposta avanzata dalle associazioni venatorie parrebbe avere fatto breccia nel Governo maltese, nonostante i rischi che incomberebbero dall’Europa. La stampa locale fa a tal proposito esplicito riferimento alla vicinanza di ambienti della politica ad alto livello con quelli venatori. La comunicazione dei cacciatori, è peraltro molto incentrata sul sentirsi considerati, proprio dall’Europa, come cittadini meno importanti.

Singolare quanto riportato dalla stampa maltese in merito ad un rapporto dei cacciatori che sarebbe stato presentato al Governo nel dicembre 2013.  In sintesi, mantenendosi il divieto di trappolamento, il cacciatore non avrebbe più nulla in cui sperare nella vita, nulla da sognare, da pregare e potrebbe fallire le sue performance nel lavoro e nel sesso, oltre che le relazioni familiari, senza considerare gli amici che ne soffrirebbero. Una depresione mentale, riportano sempre i giornali maltesi, tendente al suicidio.

Le citazioni apparirebbero tanto incredibili se non fosse per  l’integrale ripresa di una parte del Dossier sulla cattura dei fringillidi redatto dalla stessa associazione nel dicembre 2011. In particolare, per giusticare la profonda dedizione a tale aspetto venatorio, definito “parte integrante della propria vita”, il Dossier  si inoltra in una dissertazione semantica della parola “Namra”, che equivarrebbe ad altri “pathos” venatori tra cui la “passione” dei cacciatori italiani.  Segue poi un lungo calcolo sul minimo catturabile che consentirebbe la deroga al divieto di prelievo. Calcoli che ricordano altre tradizioni venatorie, ovvero quelle di alcune regioni del nord Italia e la deroga ai divieti europei.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati