FROSONI
GEAPRESS – Potrebbe essere ben presto la Commissione Europea ad affrontare il caso “uccellagione” deferendo Malta alla Corte di Giustizia Europea.

Come è noto il Governo laburista ha reintrodotto a Malta tale pratica venatoria, vietata nell’arcipelago fin dal 2009 (l’anno precedente era scaduto il periodo di adattamento alle nuove condizioni dell’Europea). A rilanciare la notizia pubblicata dai giornali maltesi è Birdlife Malta che evidenzia come sia ormai la seconda volta che la questione caccia finisce innanzi alla Corte Europea.

I giornali,  hanno dal conto loro riferito di una fonte attendibile che ha ribadito l’intenzione della Commissione di deferire Malta.

La questione verte sul permesso accordato di catturare sette specie di fringillidi. Un fatto che violerebbe le norme comunitarie essendo il trappolamento vietato nella UE. Le deroghe sono possibili per motivi eccezionali, in piccolo numero e sotto stretto controllo. A Malta sembrerebbe che tale condizione non sia stata rispettata mentre l’autorizzazione alla cattura pare sia stato il motivo scatenante di ingenti “carichi” di fringillidi illecitamente catturati in Sicilia e contrabbandati a Malta (nella foto). E’ noto che uccellatori siciliani e calabresi hanno solidi legami con gli ambienti maltesi.

In particolare una fonte che sarebbe venuta in contatto con il quotidiano Malta Today ha riferito della mancata convinzione da parte della Commissione delle giustificazioni fatte pervenire dal Governo Maltese. Secondo alcune opinioni, il permesso di potere trappolare sarebbe stato un contentino del Governo dopo le restrizioni sulle cacce primaverili. Proprio queste ultime, divennero l’oggetto del contenzioso del primo intervento delle Autorità Europee.
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