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GEAPRESS – Ventidue impianti di cattura illegali individuati e smantellati dai volontari del CABS, lo speciale gruppo antibracconaggio, in appena dieci giorni. L’ultimo luogo di morte è stato filmato ieri. Tutto inserito in un filmato che pur mostrando alcuni interventi di polizia, rivela altresì il ritardo degli interventi. In tal maniera, può anche capitare  che i bracconieri, cercando di celare il volto, sfruttino il tempo a loro disposizione per fare sparire ogni traccia.

Fringuelli, pettirossi, verdoni e tanti altri animali spesso protetti dalle Direttive comunitarie e comunque catturati illegalmente. Reti, gabbie trappole, uccellini utilizzati come zimbelli. Almeno sette dei cacciatori di frodo filmati appaiono intenti nella cattura dei volatili o preparazione degli impianti. Luoghi in alcuni casi molto semplici da individuare, visto che la tesa delle reti di cattura necessita di una vistosa modifica della vegetazione circostante. Uno spazio aperto, intervallato da siepi. Un “richiamo”  evidente che però, a Malta, non sembra infastidire granchè.

Questo dopo che il Governo aveva nei giorni scorsi annunciato il forte inasprimento delle pene a seguito dell’ennesima strage di cicogne in migrazione.

Eppure le autorità di polizia avrebbero riferito al CABS come l’ipotetito intervento era condizionato dalla presentazione di un report. Un fatto, si giustificano i volontari, impossibile da presentare in tempo reale.

Un triste esempio, riferisce sempre il CABS, dell’incapacità evidente delle autorità a rispondere in tempo utile. Così è successo, ad esempio, proprio ieri pomeriggio  quando una squadra del CABS ha cercato di segnalare due fringuelli di cattura all’interno di uno dei siti di uccellagione vicino a Marsaxlokk . Nessuno ha dato però pronta risposta. Dopo due ore e mezza , denuncia il CABS, è avvenuto l’intervento. Un segnale, per gli attivisti, di come il sistema di segnalazione sia inadeguato. In tal senso il CABS ha già manifestato l’impegno a discutere con la polizia un sistema più efficace, utile a reprime in tempo tali azioni criminali.

A Malta, come del resto anche in Italia, la cuttura degli uccelli vivi è una tradizione venatoria dura a morire. In più occasioni gli interventi di polizia hanno rilevato un intenso commercio di uccelli di cattura con la Sicilia e la Libia.

VEDI FILMATO CABS SUGLI UCCELLATORI DI MALTA E GLI INTERVENTI DI POLIZIA

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